Anche Guastalla invasa dagli ambulanti abusivi
La fiera di Santa Caterina si è riempita di venditori di merci contraffatte I controlli delle forze dell’ordine sono serviti solo a farli fuggire e spostare altrove
GUASTALLA. Mai come quest’anno la lotta ai venditori abusivi da parte delle forze dell’ordine è stata efficace e anche molto delicata. C’è voluta tutta la professionalità degli agenti di polizia municipale e carabinieri per limitare l’invasione di giovani africani che volevano posizionarsi nel centro storico e sulle vie limitrofe per vendere borse, portafogli, giubbotti, scarpe, occhiali, orologi, cover di cellulari e tablet. Si tratta di perfette imitazioni di articoli di grandi marche.
Il compito delle forze di polizia non è stato facile perchè c’era anche il rischio, sequestrando la merce, che alcuni abusivi facessero “comunella” tra di loro per poi ribellarsi trasformando il sequestro, in un’eventuale rissa come è accaduto a Reggio il giorno prima, durante la fiera di San Porspero. Polizia municipale della Bassa e carabinieri hanno, quindi, cercato di evitare risse o confusione, anche se gli ambulanti abusivi non hanno “gradito” di essere fotografati da un giornalista locale, accerchiandolo e minacciandolo per farsi consegnare le fotografie che aveva scattato. Poi, una volta arrivati i carabinieri, gli ambulanti abusivi se ne sono andati, spostandosi in altri posti della città. Secondo gli inquirenti i venditori abusivi sono tutti di origine africana e sono arrivati da giorni dalla Toscana, a Guastalla, chi in auto, chi in pullman e altri in treno, in occasione della Fiera di Santa Caterina. Sono muniti di borse, zaini e grossi teli con i quali espongono la loro merce. In caso di “pericolo”, attraverso i loro cellulari, si avvisano uno con l'altro, raccolgono la loro merce e scappano per evitare che gli venga sequestrato tutto. Tornare nei luoghi d’origine, senza merce e senza il computo da dare ai loro “caporali” significa, a volte, rischiare la loro stessa vita.
In Toscana, patria del tessile e della conceria, lavorano migliaia di cinesi. E’ nei loro laboratori, molti dei quali abusivi, controllati dalla mafia cinese, la terribile “Triade”, dove si confezionano abiti e borse che poi finiscono nelle mani di “caporali” (organizzazioni criminali) che le smistano ai venditori abusivi, i quali a loro volta invadono piazze, fiere, spiagge, luoghi frequentati da tantissima gente per guadagnare su un “pezzo” venduto, pochi euro. Il resto deve andare nelle mani di chi li fornisce.
E questi abusivi ormai sono consapevoli dei controlli da parte delle forze dell’ordine, delle proteste dei commercianti per i danni provocati a negozi ed ambulanti che pagano regolarmente plateatici e tasse. Per questo, ogni volta, ingaggiano una lotta senza pari con Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale che cercano di contrastare il fenomeno dell’abusivismo. Ma pochi istanti dopo il passaggio di qualche rappresentante delle forze dell’ordine tornano ad esporre la propria merce.
Anche chi compra da questi venditori abusivi ha le sue colpe: fin che ci sarà questo tipo di domanda, ovvero la caccia ad un’imitazione pur di un articolo “griffato”, ad un prezzo stracciato, questi abusivi saranno sempre su mercati, fiere e spiagge. E qui occorrerebbe un’azione mirata della Guardia di Finanza che potrebbe arrivare a multare con salate ammende, chi compra merce contraffatta. A questo ci sono da aggiungere i falsi mendicanti che chiedono elemosine, i borseggiatori che approfittando della confusione per sfilare portafogli dalle borse ad ignare persone intente a guardare stand o ad ascoltare imbonitori che vendono articoli di pulizia o da cucina. E in giro per Guastalla, ce n’erano parecchi.
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