«Meno spese per prevenire danni»
La rivista “Armi e tiro” cita il protocollo dell’Atc4 con gli agricoltori
CASTELNOVO MONTI. Un interessante articolo sulla gestione della fauna selvatica da parte dell’Atc 4 Montagna è uscito sull’ultimo numero di “Armi e tiro”, la rivista di riferimento in Italia per tutto il settore venatorio.
L’articolo, in particolare, illustra alcune azioni condotte sull’Appennino reggiano: «In quei luoghi dove i danni provocati dalle specie cacciabili sono a carico dell’Ambito territoriale di caccia – vi si legge – alcune realtà più lungimiranti decisero di organizzare un tavolo di lavoro formato da organizzazioni agricole e comitati di gestione che concordarono un protocollo che prevede la prevenzione e il controllo delle specie più critiche, in particolare la specie cinghiale. Un esempio di buona gestione del problema viene dalla provincia di Reggio Emilia, dove l’Atc4 Montagna, ha concertato poche ma chiare regole con le organizzazioni agricole: l’accordo siglato prevede che le imprese agricole siano tenute ad avvisare l’Atc di eventuali danni ai pascoli e alle culture erbicole. L’Atc promuove un primo tentativo utilizzando i cani per dissuadere o semplicemente per allontanare i branchi. In caso di esito negativo o insufficiente, si interviene con un’azione di controllo attraverso il prelievo selettivo».
Conclude quindi il reportage di “Armi e tiro”: «Questo accordo è in vigore da 6 anni, quindi è possibile valutare l’incidenza della prevenzione sui costi dei rimborsi leggendo i bilanci consuntivi degli anni in questione. È evidente come, a partire dal 2010, la somma delle cifre dei danni pagati e della prevenzione – conclude l’articolista elogiando l’accordo raggiunto dall’Atc4 Montagna – a poco a poco diminuisce fino a raggiungere un terzo nel 2014 e un quinto nel 2015 rispetto al 2010, primo anno di prevenzione vera». (l.t.)
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