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Mobilità unilaterale per 54: scatta lo sciopero alla Corghi

di Serena Arbizzi
Mobilità unilaterale per 54: scatta lo sciopero alla Corghi

Correggio: l’azienda comunica la decisione attraverso una lettera alle Rsu, immediata la protesta dei lavoratori che si fermano per tre ore

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CORREGGIO. E’ stata aperta ufficialmente ieri mattina la mobilità unilaterale per 54 lavoratori presso gli stabilimenti correggesi del gruppo Corghi. La comunicazione è stata data tramite lettera, intorno alle 11.30, alla Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria, che aveva chiesto esplicitamente alla proprietà che non venisse adottato questo provvedimento.

Per questo, nel pomeriggio, in tutta risposta sono scattate tre ore e mezzo di sciopero: la prima di una lunga serie di iniziative che inaugurano una stagione di mobilitazione, anticipano i lavoratori, se l’azienda non cambierà la propria decisione.

La mobilità unilaterale, che secondo la Rsu sarebbe l’anticamera del licenziamento, anche se rimane da chiarire dopo quanto tempo, alla luce delle nuove norme del Jobs Act, è entrata in vigore per 54 dipendenti, di cui 48 operai e 5 impiegati nei tre stabilimenti correggesi. Nei prossimi giorni si conosceranno i reparti che verranno colpiti dal provvedimento, e fuori dall’azienda, ieri, ha scioperato la maggioranza dei dipendenti.

«Non ci interessa sapere in quali reparti lavorano i dipendenti colpiti dalla mobilità unilaterale: è una decisione scandalosa, che l’azienda prende per la prima volta in tanti anni. In diversi lavoriamo qui da parecchio tempo e mai avevamo assistito a una scelta del genere… – commentano i referenti della Rsu – Per questo siamo tutti fuori, nel cortile della Corghi, a manifestare, perché qualsiasi reparto verrà interessato dalla mobilità, questo modo di fare non va bene e ci meravigliamo di questa presa di posizione. Ancora una volta abbiamo fatto presente alla proprietà le nostre istanze: noi, infatti, avevamo richiesto che venissero avviati la cassa integrazione straordinaria o, eventualmente, la procedura di mobilità volontaria, ma solo per chi ne volesse veramente usufruire. Per i dipendenti, ad esempio, prossimi alla pensione. Non c’è stato nulla da fare. Un ulteriore tentativo l’abbiamo fatto per strappare gli ammortizzatori sociali: attendiamo la risposta dell’azienda. Se sarà negativa, sarà una lunga stagione di manifestazioni contrarie a questa scelta… Attendiamo, inoltre, che i sindacati siano informati tramite Confindustria della decisione».

La lettera di mobilità unilaterale arriva come una doccia fredda sulle famiglie dei lavoratori proprio poche settimane prima del Natale. «Non capiamo perché ce l’hanno comunicato adesso, quasi alla fine dell’anno – prosegue la Rsu – ci è stato prospettato un calo dell’attività. Ad esempio, quest’anno abbiamo realizzato una commessa per la Motorizzazione civile che, ci hanno già anticipato, nel 2016 non ci sarà più. Ma ci chiediamo se fosse proprio necessario agire senza ammortizzatori sociali. Capiamo la diminuzione dei volumi ma chiediamo che venga adottata una soluzione condivisa».

I riflettori si sono accesi sulla Corghi la scorsa estate quando gli operai hanno manifestato fino in municipio contro un’eventuale delocalizzazione in Croazia. Ora il problema si è esteso e non riguarda più soltanto il trasferimento all’estero. Per questo gli operatori dell’intero indotto guardano a questa situazione con il fiato sospeso.

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