Morta di legionella alla rsa di Guastalla, tre indagati
Accusati di omicidio colposo tre esponenti della Coopselios. Tubature ancora infette, l’acqua per gli ospiti della struttura arriva da fuori
GUASTALLA. Sta diventando sempre più spinoso il caso della rsa “Attilio Bisini” di via San Cristoforo in cui un’ospite – l’89enne Marisa Amabile Masseni, originaria di Dosolo (Mantova) ma residente a Guastalla – ha contratto la legionella e, dopo un ricovero di una settimana in ospedale, è morta il 31 ottobre scorso.
Vicenda complicata sotto due punti di vista: l’inchiesta per omicidio colposo aperta dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi che si sta facendo delicata, a cui si assomma la difficoltà di chi gestisce la struttura (cioè la Coopselios) a bonificare l’impianto idrico in cui ha avuto origine il batterio (come riscontrato dai controlli dell’Ausl di Reggio, Servizio Igiene Pubblica). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12398418:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/07/news/caso-di-legionella-chiusa-l-acqua-alla-rsa-di-guastalla-1.12398418]]
Per quanto concerne l’inchiesta, sono finiti nel registro degli indagati tre esponenti della Coopselios, cioè della cooperativa sociale che gestisce la struttura guastallese rivolta ad anziani e adulti con gravi disabilità. L’ipotesi investigativa è che via sia stata cattiva manutenzione della rete idrica, da qui la comparsa del batterio della legionella che ha poi “aggredito” l’ospite 89enne con tosse e febbre tali da causarne il ricovero ospedaliero finito in tragedia per complicanze cardio-respiratorie su un’anziana già sofferente per varie patologie. Ma per sapere con certezza se è stata la legionella ad uccidere la pensionata occorrerà attendere l’esito dell’autopsia che è stata effettuata dal medico legale ferrarese Silvia Bavaresco. Il perito della procura si è preso 90 giorni per consegnare la relazione e sulla tempistica incide anche il fatto che i reperti sono stati inviati in un istituto – a Roma – specializzato per quanto riguarda questo tipo di patologie. Sull’altro versante, cioè quello della sanificazione dell’impianto idrico della rsa, si registra il permanere del batterio della legionella nell’acqua nonostante sia già stato eseguito una quindicina di giorni fa un trattamento ad hoc alle tubature. Una soluzione potrebbe essere la massiccia sostituzione dell’impianto idrico (il che significa anche una spesa notevole) nel caso non si riesca a risolvere il problema in tempi accettabili.
In una situazione simile rimane in vigore l’ordinanza emessa dal sindaco Camilla Verona che vieta l’erogazione dell’acqua. E per i bisogni della struttura di via San Cristoforo – pulizia degli ospiti ma anche degli oggetti usati e gli usi alimentari – viene utilizzata soprattutto l’acqua portata dall’esterno , ma anche salviette umidificate dermo-igieniche.
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