Reggio Emilia, emergenza al carcere: "C'è un freddo inumano"
L'allarme del garante regionale dei detenuti: "La situazione ha già superato ogni livello di sostenibilità"
REGGIO EMILIA. Nel carcere di Reggio Emilia la temperatura è assolutamente insufficiente, sia negli spazi detentivi che negli uffici e nella caserma e «la situazione ha già superato ogni livello di sostenibilità e pare del tutto evidente l'insussistenza dei requisiti minimi di vivibilità all'interno degli spazi detentivi».
È l'allarme della Garante dei detenuti dell'Emilia-Romagna, Desi Bruno, che ieri ha visitato la struttura. Le persone malate «sono costrette a coprirsi con più coperte», spiega e «in alcuni spazi detentivi il funzionamento dell'impianto di riscaldamento risulta del tutto inattivo».
E, infine, «non c'è acqua calda all'interno delle camere di pernottamento, ma solo nelle docce comuni situate all'esterno». Secondo Bruno, quindi, «già si sono configurati i profili di una detenzione caratterizzata da trattamenti inumani e degradanti».
E tutto ciò accade perché, come ha riportato la direzione del carcere, «la ditta appaltatrice della fornitura di energia termica ed elettrica che pilota l'impianto a distanza, da Vicenza, regola la temperatura dei caloriferi al minimo».
L'ufficio del Garante provvederà ora a «produrre una segnalazione urgente per tutte le autorità competenti affinché possano essere intrapresi tutti gli interventi più opportuni per porre fine alla non più tollerabile situazione in essere».
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