Beemood, una nuova app per scambiare esperienze
A idearla è stata Cecilia Ferrari, una studentessa reggiana: «Vorrei mettere in contatto domanda e offerta per valorizzare le capacità di ciascuno»
REGGIO EMILIA. Nasce a Reggio Emilia la app che permette di incrociare domanda e offerta per lavori occasionali: baby-sitting, lezioni, traslochi, spesa o cuoco a domicilio e altre ancora. Basata sulla filosofia della condivisione di pareri e recensioni permette, come per app più famose come airbnb o bla bla car, offre la possibilità di recensire gli utenti online e creare un ambiente affidabile grazie al gruppo di partecipanti stesso. L'app di chiama Beemood e nasce dall'idea di una studentessa di lettere e filosofia reggiana, Cecilia Ferrari.
Cecilia disegna il progetto e incontra la fiducia della Camera di Commercio che elargisce un primo finanziamento utile allo sviluppo di una prima realease della app e al primo lancio nella città di Reggio Emilia. L'idea di Cecilia nasce di fronte ad alcuni bisogni pratici, come la ricerca di una baby sitter di fiducia da parte di sua sorella, oppure la volontà di impartire lezioni per sostenersi gli studi. «La nostra mission - dice Cecilia Ferrari - è quella di dare la possibilità ad un ampio target di persone di mettersi in contatto connettendo le persone e le esperienze».
La app può essere utilizzata gratuitamente: è a pagamento dal momento in cui l'utente decide che per lui ha un valore economico e può dargli lui stesso il valore economico che reputa giusto.
Il nome Beemood è stato ispirato sia dalla straordinaria operosità delle api, sia dal fatto che tale operosità è a favore dello sviluppo della comunità di cui sono parte. Il logo è stato strutturato come esagono, che riprende la figura di un alveare, ma nasconde un significato più profondo: proprio come i lati dell'esagono che sono tutti uguali ma ugualmente necessari alla figura, Beemood parte dalle pari opportunità e dalla meritocrazia; tutti gli utenti hanno le stesse possibilità di dimostrare le proprie capacità senza favoritismi intesi come possibilità di pubblicità o sostenibilità dei costi dei contatti e quant'altro; è possibile emergere in cima alla lista delle ricerche solo grazie alla valutazione degli utenti.
L’app nasce anche come mezzo per permettere alle persone di trovare la figura di riferimento che stanno cercando e a tale persona di fare quel tipo di esperienza richiesto in molti altri lavori. «Tutti cercano esperienza e nessuno è disposto a fartela fare - spiega Cecilia - tramite Beemood cerchiamo di dare una risposta a questo problema».
Reggio Emilia è stata scelta come la città adatta al lancio della app, non solo per la provenienza di Cecilia, ideatrice del progetto, ma perché sull'operosità di questa città, sull'attenzione che ripone alle novità tecnologiche si pensa possa trovare un'utenza reattiva e propositiva. Per maggiori informazioni sul funzionamento della app è possibile consultare il sito internet www.beemood.it.
Ma vediamo più da vicino come nasce l’idea di questa app. Cecilia Ferrari è una ragazza di 26 anni con 5 nipoti, un cane e, a breve, una laurea in filosofia. Da studentessa fuori sede vive le difficoltà che si presentano quando si deve conciliare famiglia, studio, lavoro, sport e divertimento, e così, per trovare una soluzione e rendere le cose più semplici, inizia a ideare e realizzare questo progetto.
«Guadagnare dando lezioni private - ci spiega - portando a passeggiare il cane del vicino o facendo baby-sitting sono solo alcune delle possibilità che BeeMood offre, lo scopo principale è dare importanza all'utente e al tuo tempo». «La mia intenzione- prosegue - non è quella di creare una nuova forma social di agenzia di collocamento ma, con tutto l'impegno possibile, intendevo produrre uno strumento concreto per permettere ai giovani di mettersi in gioco nella maniera più facile possibile, incrementando le loro capacità e permettendogli di misurarsi con le loro reali possibilità e attitudini».
Cecilia crede fortemente che il successo è dato «dal saper aggiungere valore alle persone per cui si lavora, perché se aggiungi valore, se sei utile, se contribuisci a migliorare i risultati difficilmente potranno fare a meno di te, ed esperienza dopo esperienza la tua competenza crescerà».
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