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Gratteri: «Anche qui c’è la ’ndrangheta, non deve soggiogare»

di Serena Arbizzi
Gratteri: «Anche qui c’è la ’ndrangheta, non deve soggiogare»

Bagnolo consegna la cittadinanza onoraria al magistrato «State addosso agli amministratori perché non si rilassino»

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BAGNOLO. «Non c’è alternativa a questa vita con la scorta, senza cui non faccio neanche 10 metri. Non mi sentirei a posto con la mia coscienza a tirarmi indietro. Io ho scelto di lavorare in Calabria perché penso di poter arginare il fenomeno mafioso e rendere più vivibile questa terra». Ieri queste parole hanno fatto da sfondo a tutto l’intervento di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, quando il Comune gli ha conferito la cittadinanza onoraria, in un tripudio di applausi e sostegno alla lotta quotidiana di questo magistrato antimafia. Il sindaco Paola Casali gli ha consegnato le “chiavi” di Bagnolo per lo straordinario impegno nella lotta alla mafia e per la diffusione della cultura della legalità, sia su scala nazionale, sia internazionale. «Anche qui c’è la ‘ndrangheta, più a macchia di leopardo rispetto ad altri territori ma c’è – ha commentato Gratteri, ringraziando e ribadendo il proprio legame con questo territorio, risalente ad indagini di oltre vent’anni fa –. La mafia è entrata nell’edilizia con lo scellerato procedimento del massimo ribasso. Solo le mafie possono costruire con ribassi del 30-40%. I mafiosi sono vigliacchi perché uccidono alle spalle. Le regole le scrivono perché le rispettino gli altri. Non fatevi soggiogare dal loro atteggiamento, a volte conciliante. E state addosso, con il fiato sul collo, agli amministratori per evitare che qualcuno si rilassi».

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