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In Brasile si svolge il meeting degli “ambasciatori affettivi”

In Brasile si svolge il meeting degli “ambasciatori affettivi”

LIGONCHIO. Si sta svolgendo in questi giorni in Brasile il secondo meeting degli Ambasciatori affettivi del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. A San Paolo e poi a Jacutinga sono presenti...

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LIGONCHIO. Si sta svolgendo in questi giorni in Brasile il secondo meeting degli Ambasciatori affettivi del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. A San Paolo e poi a Jacutinga sono presenti anche i cinque ragazzi italiani che hanno partecipato allo stage formativo ideato per lo sviluppo di competenze professionali nel settore del turismo, del marketing e promozione dei territori, incentrati sul fascino del ritorno alle radici. Il parco nazionale ha anche partecipato ai lavori della mattinata di lunedì scorso grazie a una videoconferenza tra Castelnovo Monti e San Paulo del Brasile. Il meeting è parte integrante del progetto che ha visto riuniti in Italia, lo scorso settembre, 40 giovani provenienti prevalentemente da Argentina e Brasile, accompagnati da 10 giovani, toscani ed emiliani, lungo un percorso che li ha riportati nelle terre e nei borghi di discendenza dei loro nonni e bisnonni. Il gruppo internazionale è stato selezionato per lo stage di formazione sul “turismo di ritorno” promosso dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna e da enti internazioni, con l’Associazione lucchesi nel mondo di Mar del Plata e la Federacion de asociaciones italianas de Cordoba in Argentina, l’Associazione lucchesi toscani nel mondo di Jacutinga e Associazione giovani cuori di San Paolo in Brasile, e con altri soggetti europei. Il progetto è cofinanziato dell’Unione europea nell’ambito del Programma Erasmus + per la cooperazione all’innovazione e lo scambio di buone pratiche nel campo della gioventù. «Abbiamo voluto portare il nostro saluto al meeting di San Paolo del Brasile – dice il presidente del parco, Fausto Giovanelli – perché riteniamo necessario mantenere i rapporti costruiti con i nostri giovani “ambasciatori affettivi”. Stanno giocando un ruolo importante nel marketing e nella promozione del territorio appenninico perché contribuiscono a mantenere vivo un senso d’identità e appartenenza alle comunità d’origine. Il turismo di ritorno è di per sé una realtà in Appennino. Il parco vuole consolidarlo e farlo crescere, perché è una opportunità concreta di impresa e lavoro, di crescita e apertura culturale». (l.t.)

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