Rei, i soci prendono tempo: ricapitalizzazione a metà
Il Comune di Reggio Emilia ha sottoscritto ed è pronto a salire nell’azionariato della scarl: all’appello mancano 300 mila euro. Pressing sull’ente camerale e la Provincia
REGGIO EMILIA. Restano poco più di 30 giorni per capire se Rei avrà abbastanza fieno in cascina per poter proseguire tutte le sue attività. Un tempo esiguo, visto che dei 500mila euro di ricapitalizzazione richiesti da Reggio Emilia Innovazione (Rei), ne sarebbero giunti finora meno di 200mila.
La società che punta a diventare un incubatore per startup non è nemmeno a metà del guado che la separa dalla grossa perdita di 334mila euro segnata nel 2014. Un rosso di bilancio che sta facendo scricchiolare la fiducia degli azionisti sia pubblici che privati, decisi a trovare un nuovo equilibrio.
La ricapitalizzazione è necessaria per coprire la perdita, rinsaldare il patrimonio e stilare così un nuovo piano di sviluppo triennale, come chiesto da diversi soci. Se le sottoscrizioni pro quota non arriveranno entro il 31 dicembre prossimo, Rei dovrà rivedere tutti i suoi piani. In mezzo ci sono anche questioni di politica interna tra enti e associazioni, che tramite Rei stanno mettendo mano ai rapporti di forza. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12526188:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12526188:1649483740/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
A rimarcare la propria fiducia nel progetto di sviluppo delle tecnologie in favore delle aziende - attività principale di Rei - è stata l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, socio con il 25% delle quote, e che ha già assicurato 90mila euro per la ricapitalizzazione pro quota (e che nelle carte ufficiali compare sotto l’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia perché le Partite Iva sono identiche).
Manca invece la firma della Camera di Commercio, che detiene circa il 24% di Rei, società cooperativa a responsabilità limitata che conta quale socio al 15% anche la Provincia, l’ente che soffre le maggiori difficoltà nel confermare la ricapitalizzazione essendo oggetto di tagli strutturali.
L’ente camerale, a voce, avrebbe comunque confermato la sua disponibilità (nonostante sia coinvolto da una riforma che ne riduce fondi e competenze), in attesa di conoscere l’impegno degli altri soci forti come Unindustria (14%), Unicredit (7,5%) mentre nel restante 12% è presente una selva di azionisti di minoranza. Il presidente di Rei, Aimone Storchi, da poco riconfermato al vertice, sta lavorando per poter raggiungere l’obietivo dei 500mila euro e sta preprando il cda di Rei fissato tra 10 giorni. Il comune ha già detto che potrebbe salire ancora nella società e ci sarà probabilmente un cambio nelle quote azionarie.
La perdita di bilancio del 2014 è influenzata da diversi fattori, come gli investimenti necessari per la gestione dei servizi previsti al Tecnopolo, l’avvio e alla crescita dell’Incubatore Certificato nell'ambito del progetto regionale denominato Train-er (che ha comportato maggiori costi per 60mila euro), la partecipazione al progetto Reggio Emilia per Expo 2015 (maggiori costi per 88mila euro) e direttamente con il sostegno al primo Master Universitario internazionale Food Innovation Program. Tutte esposizioni che hanno portato a galla difficoltà risolvibili solo con un ingente apporto di capitali che però scarseggiano.
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