Caprari, braccio di ferro sul rinnovo del contratto
Rubiera: scioperi per l’accordo aziendale, che è scaduto da quasi un anno La Fiom: «L’atteggiamento di chiusura totale è inaccettabile e offensivo»
RUBIERA. Prosegue, con toni sempre più accesi, la battaglia attorno alla Caprari, l'azienda metalmeccanica (realizza pompe idrauliche) modenese con stabilimento e 50 dipendenti anche a Rubiera. Venerdì i lavoratori hanno fatto uno sciopero nelle 2 sedi: di 8 ore a Modena, con blocco totale delle merci in entrata e uscita, e 4 a Rubiera. Parte delle maestranze rubieresi ha raggiunto Modena per unirsi ai colleghi. Da mesi la proprietà e i lavoratori, affiancati dai sindacati, sono in discussione per il rinnovo del contratto aziendale scaduto da quasi un anno, e le posizioni distanti non sembrano per ora riavvicinarsi. Anzi. Nella sede rubierese sono già 38 le ore di sciopero fatte in questi mesi, e un’assemblea dei lavoratori mercoledì ha deciso di aumentare le ore di sospensione dell’attività rispetto a quelle già proclamate per i prossimi mesi. Allo stesso tempo, sempre mercoledì i sindacati avevano dato disponibilità a un’interruzione temporanea degli scioperi se l’azienda si fosse impegnata a non far partire merci già realizzate prima di un incontro fra le parti.
«L'azienda ha rifiutato la nostra proposta, non ci ha dato alcuna data d’incontro motivando il rifiuto con un comunicato in cui sostiene che i lavoratori devono smettere di fare sciopero anche senza avere una data a breve per l’incontro», dice Stefano Catellani della Fiom Reggio Emilia. Il futuro del contratto è ancora nebuloso, e lo “scontro” non sembra voler calare di intensità, nonostante le trattative dei mesi passati in cui è stato coinvolto anche il prefetto modenese. Per la Fiom «l'atteggiamento di chiusura totale da parte dell'azienda è inaccettabile e offensivo». In questo modo, per il sindacato, la Caprari «si assume la responsabilità di inasprire una situazione già molto "calda", e lo fa in spregio alla volontà dei lavoratori che chiedono solo di rinnovare il contratto aziendale. Da parte nostra abbiamo dato ampia dimostrazione di voler arrivare alla conclusione in tempi rapidi, cercando di superare gli ostacoli che fino ad oggi ci hanno diviso». La discussione parte dal rinnovo del contratto integrativo, il contratto aziendale. Fiom, Uilm e Rsu interna domandano l'eliminazione del doppio regime introdotto dal Jobs Act voluto dal governo Renzi sui licenziamenti. La nuova legge prevede che, in caso di licenziamento senza giusta causa con sentenza del giudice, non sia più previsto il reintegro, ma una sorta di buonuscita economica secca, destinata ad esaurirsi. La questione non riguarda solo la Caprari, ma l’azienda è stata una delle prime in cui è partito il contenzioso, quindi la battaglia potrebbe avere ancora risvolti più ampi rispetto alla singola vicenda. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
