Così le scuole superiori fanno marketing
In 5 mila hanno preso d’assalto palazzo Dossetti: ogni istituto nel suo stand per mostrare il “piano dell’offerta formativa”
REGGIO EMILIA. L'impressione era quasi quella di un'Expo. C'era da sbarrare gli occhi vedendo, ieri pomeriggio, cinquemila persone prendere d'assalto palazzo Dossetti, la sede universitaria di viale Allegri, e soffermarsi golose, appena varcato l'ingresso, davanti a due tavolate imbandite con torte, pastiere, cannoli e dolciumi vari. Non vi si promuovevano, però, le specialità alimentari dell'esposizione milanese nè tanto meno i capi di bestiame che vi venivano trattati nell'800, quando quell'edificio era un Foro Boario. Vi erano esibiti i beni immateriali dell'ormai consueta fiera dell'istruzione, che da sei anni le scuole superiori allestiscono per attirare nuovi iscritti fra gli alunni di terza media.
Ognuna di esse aveva apparecchiato il proprio stand in un'aula per illustrare quella merce che risponde al nome di piano dell'offerta formativa. Il primo era appunto quello dell'istituto Motti, che offriva assaggi dei manicaretti preparati dai suoi allievi del corso professionale di cucina. Intanto al primo piano le allieve dell'indirizzo coreutico del liceo Canossa mostravano figure di danza moderna . Così si è data vita alla sesta edizione del Salone dell'orientamento, organizzato dall'amministrazione provinciale tramite il servizio Polaris, che s'era aperto già al mattino, ma solo dalle 14,30 ha accolto una folla straripante. Alunni e genitori hanno gremito all'inizio l'aula magna, dove li hanno accolti Giammaria Manghi e Ilenia Malavasi, presidente e vicepresidente della Provincia, insieme alla funzionaria Paola Canova. Poi, mentre una parte seguiva la presentazione dei singoli istituti fatta dai dirigenti, gli altri si sono disseminati fra le aule, dove le informazioni sui percorsi scolastici erano fornite dai professori e dagli studenti prescelti. Fra questi ultimi, peraltro, non tutti manifestano un totale apprezzamento del proprio istituto.
Le lamentele, nei professionali, riguardano spesso l'insufficiente spazio dedicato alle esercitazioni pratiche. «Io - osserva Giuseppe Dell'Aquila, alunno di II del Motti - ho scelto l'indirizzo cucina perchè mi interessa imparare la professione. Con il nuovo ordinamento, però, le ore di laboratorio sono calate». Fa eccezione l'indirizzo ottico del Galvani-Sidoli. «Noi - spiega la professoressa Giulia Salzillo - siamo gli unici insegnanti tecnico pratici che con il nuovo ordinamento si sono visti aumentare le ore di laboratorio». La maggiore soddisfazione si percepisce fra gli studenti dei corsi linguistici: «Siamo contente - dicono Valentina Fusi e Greta Bonacini della IV C del liceo Canossa - perchè abbiamo la possibilità di viaggiare. L'anno scorso abbiamo fatto uno stage in Germania». E' un'opportunità offerta anche all'indirizzo segretariale del Filippo Re: «In ottobre - riferisce Erika Penna, di terza - sono stata una settimana in Olanda e ora ci fa lezione in inglese un prof olandese». Un altro aspetto apprezzato è l'accoglienza: «La nostra scuola - dice Luca Corradini del Bus Pascal - crea un clima coinvolgente. Il mio indirizzo, l'informatico, offre buoni sbocchi lavorativi, ma il linguistico dà una formazione invidiabile». Difficile dire se dopo la full-immersion ragazzi e famiglie si siano sentiti rincuorati o... ulteriormente confusi.
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