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Luci al parco del gasometro a due anni dal furto dei cavi

Luci al parco del gasometro a due anni dal furto dei cavi

REGGIO EMILIA. «Due anni e quindici giorni dopo il parco ha riavuto ieri la sua luce. Com’è giusto lamentarsi, altrettanto giusto è ringraziare per le cose che vengono fatte, anche se dovute perché...

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REGGIO EMILIA. «Due anni e quindici giorni dopo il parco ha riavuto ieri la sua luce. Com’è giusto lamentarsi, altrettanto giusto è ringraziare per le cose che vengono fatte, anche se dovute perché la sicurezza non è un optional».

Il parco è quello del gasometro (che parte da via Fogliani per arrivare in via Fanti) e chi parla è uno dei residenti in zona (Gianni Paderni) che due settimane fa aveva scritto alla Gazzetta per sollevare il problema dell’area verde al buio da ben due anni a causa del furto dei cavi di rame dell’illuminazione. Segnalazione “condita” dalla pazienza ormai finita: «Invito il sindaco o chi per lui – aveva rimarcato Paderni – di provare a passarci verso le dieci di sera da solo e a piedi, come capita spesso a chi abita nella zona, sapendo anche che la zona di via del Verme è frequentata da tossicodipendenti nelle ore notturne».

Parole non cadute nel vuoto e che sono servite a mettere in rilievo quell’autentica piaga delle razzie di oro rosso che stanno martoriando la città ormai da troppo tempo. Interpellato sulla vicenda, l’assessore Mirko Tutino aveva confermato come fossero davvero tanti i casi di illuminazione assente proprio per i furti di rame: un danno quantificato in circa mezzo milione di euro. E il Comune non ha potuto far altro che dare la precedenza alle zone considerate più a rischio, come può essere il parco del gasometro che da ieri è stato “riacceso”.

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