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Processo Aemilia: appello di Legacoop per trovare i fondi

Processo Aemilia: appello di Legacoop per trovare i fondi

Anche il mondo della cooperazione si muove: «Partecipino tutte le associazioni». E al ministro Orlando: «Stia sereno, ce la faremo»

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REGGIO EMILIA. «Noi, cooperatori emiliani, crediamo che il presidente Caruso abbia ragione e insieme a lui ci vogliamo battere affinché questo processo si faccia nella nostra città». E’ Legacoop l’ultima, in ordine di tempo, a interviene sul dibattito entrato nel vivo negli ultimi giorni sul processo Aemilia: il rischio, più che concreto, che la fase dibattimentale traslochi a Firenze per la mancanza di luoghi idonei, e soldi per allestirli, nella nostra città.

Dopo alcuni sindaci - da Emaneuele Cavallaro (Rubiera) ad Andrea Carletti (Bibbiano) - che si sono detti pronti a fare la propria parte ed Enrico Bini (Castelnovo Monti) che auspicava la partecipazione di enti e imprese, Legacoop si dice pronta a entrare in campo.

«Lanceremo un appello a tutte le istituzioni, a partire da Ministero di Grazia e Giustizia, perché si modifichi questa decisione e chiederemo a tutte le associazioni di rappresentanza economica, sindacale e sociale di trovare le forme più corrette per sostenere, anche da un punto di vista economico, la realizzazione di ciò che serve per raggiungere questo obiettivo» fanno sapere in una nota.

«La cooperazione affonda, infatti, le sue radici proprio nei luoghi e nelle situazioni in cui emergono bisogni collettivi, in questo caso la necessità per noi cooperatori è di sapere, attraverso i dibattimenti processuali, cos’è accaduto in questi anni nella nostra provincia, conoscere in presa diretta come le organizzazioni criminali mafiose hanno tentato di mettere le mani sulla nostra terra, ledendo quei valori storici che hanno fatto di Reggio Emilia un luogo di democrazia e libertà vera, quella che tanto infastidisce le mafie - proseguono - E lo vogliamo sapere perché, da reggiani e cooperatori, ci sentiamo lesi e perché sappiamo (basti leggere alcune delle intercettazioni pubblicate) quanto il sistema cooperativo abbia rappresentato un ostacolo agli intenti criminali di queste persone».

«Questa è la terra dei Cervi, di Prampolini, di tanti martiri partigiani e dei tanti reggiani. Non abbiamo dubbi, stiamo dalla parte del presidente Francesco Maria Caruso, del magistrato Marco Mescolini, del procuratore Nicola Gratteri che combatte la mafia ogni secondo della sua vita e con rischi per la sua incolumità, ma adesso va dimostrato anche con i fatti e se il problema è solamente reperire un po’ di risorse - conclude Legacoop - Il Ministro deve stare molto sereno perché la mobilitazione che si avvierà a Reggio Emilia, ne siamo certi, saprà risolverlo rapidissimamente».

Intanto, il consigliere di Forza Italia Claudio Bassi è pronto a presentare un ordine del giorno che impegna giunta e sindaco di impegnare gli enti preposti, in primis il Ministero, a reperire i fondi.

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