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Sfida a calcetto tra le due moschee di Reggio Emilia, per dire no al terrorismo

Martina Riccò
Sfida a calcetto tra le due moschee di Reggio Emilia, per dire no al terrorismo

Il derby Reggio-Casalgrande subito dopo la preghiera del mattino, per veicolare un messaggio: «Islam è pace»

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REGGIO EMILIA. Da una parte casacche verdi, dall'altra gialle e rosse. In tutte e due le metà campo, sorrisi e voglia di divertirsi. Anche di domenica mattina. Era questo lo spirito con cui i giocatori dell'Acir-Associazione Comunità Islamica Reggiana e quelli della comunità di Casalgrande si sono scontrati al PalaDelta di via Pratonieri a Reggio Emilia.

In palio, infatti, non c'era solo la vittoria di una partita di calcetto, ma la possibilità di mandare un messaggio a tutta la città: "L'Islam è pace". Arrivati in pulmino dalle rispettive moschee, dopo la preghiera mattutina, i ragazzi sono corsi in campo con la voglia di dimostrare di essere del tutto diversi dagli assassini che, due settimane fa, hanno colpito al cuore la Francia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12531442:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12531442:1649484756/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Vogliamo dire a tutti che noi siamo contro gli attentati e contro la violenza - ha affermato, senza mezzi termini, Driss Karouch, responsabile giovani della moschea di Casalgrande -. I responsabili della strage di Parigi dicono di combattere per l'Islam, ma non è così. Basta leggere il Corano per capire che se sei musulmano non puoi uccidere».

E l'importanza del messaggio era tale che la partita di calcetto “contro il terrorismo” ha richiamato l'attenzione di ospiti illustri. «Questa è un'iniziativa molto interessante - ha commentato mister Luciano Foschi, ex granata - e mi fa piacere essere presente. Con quello che sta succedendo nel mondo, avere una comunità islamica che si impegna per dimostrare che non tutti i musulmani sono terroristi è opportuno e importante. È giusto sensibilizzare le persone, spiegare loro che i pregiudizi sono sbagliati, perché si rischia davvero di attraversare la strada ogni volta che si incontra un arabo». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12536156:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/30/fotogalleria/reggio-emilia-sfida-a-calcetto-tra-moschee-per-dire-no-al-terrorismo-1.12536156]]

Della stessa idea anche Giorgio Campioli, consigliere comunale di Reggio. «Sono qua in rappresentanza del Comune - ha spiegato - e sono felice di assistere al potere dello sport, che riesce ad avvicinare e far dialogare le diversità. Reggio si sta impegnando molto per la cura della città e della comunità. Ma curare la comunità significa essere vicini alle persone, non isolare nessuno. Purtroppo i fatti di Parigi rischiano di dividere il mondo in due. Noi, però, non dobbiamo cascarci e dobbiamo essere ancora più vicini ai musulmani reggiani, che non c'entrano nulla con i terroristi. Oggi sono venuto al PalaDelta per dire loro che il Comune non li abbandonerà».

 

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