Gazzetta di Reggio

Reggio

Pompieri a pagamento «Usate il buon senso»

di Elisa Pederzoli
Pompieri a pagamento «Usate il buon senso»

Non piace a tutti la novità dei pompieri che fanno pagare interventi non urgenti Fp Cgil interviene : «Sempre disponibili, ma la gente deve sapere come funziona»

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REGGIO EMILIA. Dalla scorsa estate, le chiamate ai vigili del fuoco - quando non urgenti e non di soccorso - si pagano. Una novità prevista dalla legge già da anni (il decreto legislativo in materia è del 2006), ma a Reggio Emilia solo negli ultimi mesi il comando ha deciso di applicarla.

Parliamo di apertura porte, potature, disinfestazioni, rimozione di mezzi: servizi che erano schizzati a quota 800 sui 5.500 interventi l’anno. A volte, mettendo in difficoltà il lavoro dei vigili del fuoco. Quale è stata la reazione dei cittadini di fronte alla novità? Non sempre buona. Per questo la Fp Cgil, con il coordinatore Luca Incerti e il delegato Francesco Sicilia, hanno deciso di intervenire pubblicamente: «Molto spesso la gente si arrabbia quando sente che se usciamo c’è da pagare. Vogliamo spiegare alla città che non è tutto o bianco o nero, ogni situazione viene valutata accuratamente. Vogliamo chiarire che ci stanno a cuore i cittadini, ma abbiamo anche il dovere di spiegare cosa vuol dire uscire per un’apertura porta non di soccorso per la nostra struttura. E rivolgere a tutti un invito al buon senso».

E allora, vale la pena fare un esempio. Cosa succede se un cittadino resta chiuso fuori di casa? «Se dentro c’è un bambino, un animale, una pentola sul fuoco, per noi si tratta di soccorso. Non è cambiato niente, non si deve pagare» spiega Francesco Sicilia.

Se, però, semplicemente, ci siamo chiusi fuori se chiamiamo il 115 dall’altra parte potremmo sentirci dire che non essendo un’emergenza si paga. La chiamata vale 150 euro. «Quello che ci teniamo che la gente sappia è che per un’apertura porta si muove tutta la squadra, composta da 5 persone. A volte i cittadini restano stupiti nel vederci arrivare in così tanti, ma ogni intervento prevede l’uscita di tutti per garantire sempre l’operatività della squadra che, in caso di emergenza, può essere rapidamente dirottata altrove. Ma va anche detto che se la squadra più vicina è impegnata su un intervento lungo, come un incendio, per un’apertura porta a Sant’Ilario, ed esempio, magari ci deve andare Reggio. Con inevitabili ritardi» chiarisce. Tutto questo, per un contrattempo per il quale, forse, l’intervento di un fabbro costerebbe meno a tutti, sia in termini di soldi che di tempo. «I vigili del fuoco hanno un compito istituzionale, sono pronti ad andare incontro alle esigenze di tutti, ma abbiamo una sola partenza e le risorse sempre meno. La gente deve sapere» conclude Sicilia.

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