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«Venditori abusivi, I politici invocano la linea dura ma poi non ci sostengono»

«Venditori abusivi, I politici invocano la linea dura ma poi non ci sostengono»

Scandiano, la protesta dei sindacati di polizia: «Ci lasciano senza strumenti necessari e senza formazione»

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SCANDIANO. Un intervento ampio per impedire nuove situazioni simili, e solidarietà alle forze dell’ordine. È un piccolo mare, quello formato dalle reazioni ai fatti accaduti domenica alla fiera di Santa Caterina. In mattinata una sessantina di ragazzi africani, venditori ambulanti senza permesso, hanno cercato di raggiungere il centro del paese e il mercato, venendo intercettati da Municipale e carabinieri.

Ci sono stati vari momenti di tensione, proseguiti anche nel pomeriggio. Un vigile è stato spinto a terra e l’aggressore è stato arrestato; un cronista è stato allontanato con metodi molto bruschi. È il terzo caso simile nel Reggiano, dopo quelli di Reggio per San Prospero e Guastalla sempre per Santa Caterina.

Dietro, emerge una regia di sfruttatori che convogliano decine di persone – ambulanti con enormi difficoltà economiche, disperatamente alla ricerca di qualche soldo – verso eventi affollati, invadendoli con merce contraffatta. Non a caso, a Scandiano sono arrivati giovani dalla Toscana e dalla Liguria, giunti appositamente per la fiera. Una situazione che lascia i sindacati di polizia locale «a bocca aperta».

«La presenza dei venditori senza licenza era ben nota, ma nonostante ciò si sono avute le stesse problematiche durante la fiera di San Prospero a Reggio, quindi per l’ennesima volta si è pensato che pochi operatori di polizia potessero essere sufficienti per gestire questa situazione», attaccano i referenti reggiani di Sulpl, Fp-Cgil e SilPol. E ora?

I sindacati chiedono nuovi strumenti difensivi: «Come possono i colleghi continuare ad effettuare queste tipologie di servizio senza strumenti e soprattutto senza formazione?» E invitano seccamente le forze politiche a «non strumentalizzare. Evitiamo slogan tipo “ci vuole la linea dura”. Ci sembra alquanto incongruente da parte dell’amministrazione sbandierare durezza e inflessibilità senza prima aver messo in condizione gli operatori di avere gli strumenti per poter operare in sicurezza».

Dario Domenichini, presidente provinciale di Confesercenti, ringrazia polizia municipale e carabinieri per il «lavoro egregio» e ribadisce: «Il problema va affrontato con un maggiore azione preventiva e un continuo lavoro a livello di interforze, con la collaborazione delle amministrazioni locali». Perché «stiamo assistendo a una vera e propria radicalizzazione del fenomeno, con gruppi organizzati sempre più numerosi, dietro ai quali c’è una vera a propria regia occulta che ne dirige i movimenti, sfruttando immigrati spesso centrafricani facilmente manipolabili». Un primo intervento si potrebbe fare sui mezzi pubblici: «Un migliore coordinamento delle forze dell’ordine potrebbe fermare questi soggetti prima ancora che raggiungano le aree mercatali».

Non vanno per il sottile gli esponenti del centrodestra Elena Diacci e Giuseppe Pagliani. «Certe scene da banlieue francesi non si devo più vedere nel nostro Comune.

L’amministrazione comunale deve prevedere e prevenire un’ invasione di abusivi come quelle vistasi oggi», sostiene la Diacci, che parla anche di un’altra aggressione, alle 18 in stazione, a una ragazza che stava fotografando il gruppo con un cellulare. «La progressiva insicurezza dei nostri territori deve essere cacciata, il nostro obiettivo deve essere quello di rendere più sicuri i residenti dei nostri territori», attacca invece Pagliani.

«Oltre al monitoraggio del territorio e all’individuazione di sistemi di sicurezza sempre più efficaci, è indispensabile migliorare la condizione dell’ordine pubblico anche durante eventi pubblici quali sono le fiere». Il sindaco Alessio Mammi assicura: «La nostra linea sarà la medesima anche in occasione di prossimi eventi fieristici e commerciali».

E a sua volta chiede un lavoro congiunto fra le istituzioni, perché «trovino modalità per evitare il ripetersi di situazioni simili, non solo a Scandiano ma in tutta la provincia». Perché, sostiene, «è ormai palese che dietro questi fenomeni c'è una rete criminale organizzata, ed è quella che bisognerebbe riuscire a colpire per smantellarla definitivamente garantendo il pieno rispetto della legalità». (adr.ar.)

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