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“Movet” ha fatto girare 100 studenti

“Movet” ha fatto girare 100 studenti

REGGIO EMILIA. “Movet” (in dialetto equivale a “muoviti”) è l’acronimo di MObility for Vocational and Educational Training, un programma promosso dalla Provincia nell’ambito del programma europeo...

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REGGIO EMILIA. “Movet” (in dialetto equivale a “muoviti”) è l’acronimo di MObility for Vocational and Educational Training, un programma promosso dalla Provincia nell’ambito del programma europeo Erasmus. Quest’anno sono stati coinvolti 100 studenti iscritti alle quarte classi di 13 istituti scolastici oltre a 30 neo diplomati che hanno accettato l’invito a svolgere un periodo di tirocinio professionale all’estero della durata rispettivamente di 1 e 3 mesi. Paesi di destinazione sono stati il Regno Unito, l’Irlanda, la Germania, la Spagna, il Portogallo e Malta. Sono stati coinvolti gli Istituti Russel, Gobetti, Motti, Zanelli, Cattaneo/Dallaglio, Carrara, Pascal, Scaruffi-Levi-Tricolore oltre ai Licei Canossa, Corso di Correggio, Ariosto-Spallanzani, Chierici e Aldo Moro. Ieri mattina si sono ritrovati tutti nell’aula magna dell’ateneo dove sono stati accolti dalla vice presidente della Provincia con delega alla scuola, Ilenia Malavasi, che ha loro attestato orgoglio e soddisfazione per i risultati raggiunti. «La vostra esperienza – ha precisato aprendo i lavori davanti ad una affollatissima platea di studenti e familiari – ci sarà d’aiuto nel promuovere un analogo programma per il prossimo anno. Nel 2016 contiamo addirittura di farvi partecipi 233 studenti delle scuole superiori e 96 neo diplomati. In pratica pressoché tutte le istituzioni scolastiche reggiane. Inoltre terremo conto dei bandi che verranno lanciati a livello europeo per il 2017. Consideriamo le abilità acquisite rivelanti dal punto di vista professionale oltre che esperienze altrettanto preziose perché maturate fuori dall’ambito domestico. Una crescita di autonomia che assicura fonti di energia e nuova vitalità».

La Malavasi ha ricordato che fra le finalità del progetto c’è la possibilità di far acquisire ai giovani competenze trasversali, tecnico-professionali e linguistiche in linea con il proprio percorso di studi. In tal modo aumentano le potenzialità occupazionali valorizzate da una esperienza di tirocinio in un contesto transnazionale.

Ne deriva inoltre un potenziamento della consapevolezza dei giovani di far parte dell’Unione Europea, di un mercato aperto e globalizzato.

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