Natale a Reggio Emilia, il presepe di Beltrami deve aspettare
Il Comune: «Individuate tre soluzioni, ma nessuno ha risposto». Il presepe Napoletano torna alla Galleria Parmeggiani
REGGIO EMILIA. Nessuno sperava che il consiglio comunale facesse il miracolo, approvando meno d'un mese fa l'ordine del giorno che impegna la Giunta «ad esplorare la possibilità di trovare sedi idonee per il presepe di Beltrami all'interno di palazzi o edifici cittadini adeguati ad accogliere il manufatto e a renderlo fruibile alla cittadinanza».
Quand'anche il sindaco, che se sta occupando di persona, avesse trovato il luogo idoneo nel giro di pochi giorni, sarebbero occorsi mesi e mesi per ricostruire i venti diorami smantellati e accatastati dal 2012 in un magazzino nel Comune di Albinea. Nella migliore delle ipotesi dovremo aspettare un anno per rivedere le scene che hanno incantato i reggiani per quarant'anni. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12519221:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/27/fotogalleria/l-appello-diamo-una-sede-definitiva-al-presepe-di-giancarlo-beltrami-1.12519221]]
«Siamo ancora - fa sapere il Comune - nella fase di perlustrazione. Abbiamo contattato tre soggetti che potrebbero disporre in città di un locale idoneo, abbastanza ampio per consentire anche la manutenzione del presepe. Non abbiamo avuto alcuna risposta, neppure interlocutoria. L'opera di Beltrami aveva una collocazione degna presso il chiostro di San Nicolò. Ora dobbiamo trovarne una altrettanto rappresentativa. Contiamo di poterlo fare».
La petizione dei Leoni di Reggio. Firma qui per trovare una degna collocazione al presepe
La fama di quei diorami aveva travalicato i confini della provincia. Si tratta, infatti, di rappresentazioni straordinariamente accurate della natività, di altri episodi evangelici e di squarci di vita nelle borgate rurali reggiane. Vi si trovavano l'atmosfera e il gusto popolare dei quadri di Gaetano Chierici, benchè le statue, progettate da Beltrami, fossero eseguite da un grande presepista catalano, Martì Castells.
L'autore è intenzionato a farne dono alla città. Gli basterebbe reperire lo spazio per ricostruirne almeno la metà. Fino a ieri sembrava che Reggio Emilia rimanesse priva anche dell'altro grande presepe, quello napoletano che i grandi e i piccini s'erano abituati da alcuni anni a contemplare nella sala centrale della Galleria Parmeggiani. All'ultimo momento il Comune ha deciso di rinnovare la concessione di quell'ambiente dal giorno 20. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10452781:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2014/12/07/fotogalleria/alla-galleria-parmeggiani-lo-spettacolare-presepe-napoletano-del-700-1.10452781]]
«S'erano protratte a lungo - spiega Elisabetta Farioli, direttrice dei musei civici - le trattative con l'autore Salvatore Carulli, che chiedeva un compenso per rimediare al divieto di raccogliere offerte, come faceva in passato».
A parte le rappresentazioni della natività allestite nelle chiese, ai reggiani sarà offerto lo spettacolo del presepe vivente domenica 20 dalla basilica di San Prospero al Duomo. (l.s.)
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