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Sciopero a oltranza alla Corghi

Sciopero a oltranza alla Corghi

Correggio: linea dura dei lavoratori dopo l’annuncio della mobilità per 54

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CORREGGIO. Uno sciopero di mezz’ora ogni ora fino a quando la proprietà farà marcia indietro sul provvedimento di mobilità unilaterale o acconsentirà, almeno, a trattare sull’introduzione dei contratti di solidarietà. È quasi certo, poi, che la trattativa finirà in Regione.

Andrà avanti a oltranza la stagione di mobilitazione alla Corghi, dopo l’arrivo della lettera di mobilità unilaterale da parte dell’azienda alla rappresentanza sindacale unitaria.

Il provvedimento riguarda 54 lavoratori, di cui 48 operai e 6 impiegati nei tre stabilimenti correggesi del gruppo. Una decisione giudicata scandalosa dai dipendenti che, immediatamente, hanno scioperato nel pomeriggio di venerdì e anche ieri, con tanto di assemblea sindacale nel cortile dell’azienda. «Abbiamo fatto tre ore di sciopero abbinate all’assemblea, durante la quale Giorgio Uriti di Cisl Fim e Davide Mariotti di Cgil Fiom ci hanno informato sullo stato dell’arte – commenta Alessandro Poso, delegato Cisl – e successivamente ci siamo trovati alla Camera del Lavoro per discutere ancora. Noi vogliamo proporre i contratti di solidarietà, in attesa di vedere cosa succederà nel 2016. Vorremmo lavorare tutti, anche se un po’ meno. E, intanto, per ogni ora di lavoro, su un turno di otto ore, scatterà una mezz’ora di sciopero che si alternerà alla mezz’ora lavorata. Questo fino a quando la proprietà non ripenserà la mobilità che, nel caso dei 54 lavoratori colpiti, è destinata a trasformarsi in licenziamento. Intanto, l’azienda ci ha chiesto di trovare qualcuno che firmi volontariamente per la mobilità, un ammortizzatore che entrerebbe in vigore per 24 mesi: da gennaio, infatti, cambierà la normativa sulla mobilità e si ridurrà di sei mesi. L’azienda non vuole trattare sugli ammortizzatori sociali e sostiene che, avendo registrato un fatturato di 143 milioni di euro a novembre non può chiedere la cassa integrazione. Se la proprietà non farà dietrofront o non ci concederà il contratto di solidarietà è quasi certo che il caso Corghi finirà in Regione, date le dimensioni rilevanti del Gruppo» conclude Poso. (s.a.)

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