Senza stipendio e Tfr, una donna protesta davanti all’azienda
Una magazziniera correggese si è barricata davanti all’ingresso della ditta di Rolo per cui lavorava, dando così inizio a una protesta plateale
ROLO. Si è barricata davanti all’ingresso della ditta per cui lavorava, dando così inizio a una protesta plateale, per richiamare l’attenzione sul credito arretrato che lei vanta e che si compone di buste paga arretrate e trattamento fine rapporto. Ha attratto l’attenzione di diversi passanti e dei dipendenti dell’azienda davanti alla quale si è piazzata con la propria automobile, per tentare di non farli entrare, la correggese Rosilene Ribeiro Santo, residente a Canolo.
Rosilene Ribeiro ha prestato servizio di magazzino per alcuni mesi per conto di un’azienda di Rolo che si occupa di moda che, da oltre un anno e mezzo, secondo la donna, non le paga diversi arretrati.
Rosilene ha iniziato la sua collaborazione con la ditta per il tramite di una cooperativa di facchinaggio che ha subito diverse modifiche societarie. La questione per un periodo è finita in mano ai sindacati ma non ha trovato una soluzione definitiva per quanto riguarda la vicenda della donna.
Che, armata di cartelli e di tantissima rabbia, intorno alle 13 di ieri ha dato vita alla sua protesta, intenzionata ad asserire i suoi diritti.
«Non mi hanno pagato la seconda e ultima rata del Tfr che scadeva il 31 di ottobre – spiega Rosilene – Mi devono ancora i soldi della maternità, la quattordicesima e, oltre alla seconda rata del Tfr cui ho accennato prima anche un mese di lavoro. In tutto sono sui 7mila euro che non ho ancora ricevuto: inizialmente avrei dovuto riceverli dalla cooperativa, che però ha chiuso, e io non so più come ottenere la somma che mi spetta».
«Non è chiaro, infatti, chi debba saldare il debito nei miei confronti – continua Rosilene – Intorno a me regna l’indifferenza per questa situazione, all’interno dell’azienda committente. Allora mi sono barricata qui davanti all’ingresso della ditta perché io aspetto i miei soldi da tanto tempo: esattamente dal febbraio del 2014. E mi sono portata dietro due cartelli: in uno ho scritto “E’ una vergogna, è passato un anno e non ho ancora il mio Tfr”, nel secondo, “la mia maternità l’avete trattenuta voi, ladri”» – conclude Rosilene Ribeiro che, ad un certo punto della protesta, è stata invitata ad andare via per non impedire l’ingresso ai lavoratori.
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