Aemilia, oggi il vertice sul dibattimento a Reggio
Iori (Pd): «Il ministro Orlando segue con attenzione il progetto-tensostruttura». L’Ordine degli avvocati: «Il governo rispetti le regole». Mobilitati enti e sindacati
REGGIO EMILIA. Sarà decisiva – sulla possibilità che il dibattimento di Aemilia si tenga a Reggio – la riunione di oggi pomeriggio giovedì 3 novembre convocata dal ministero a Roma?
Si tratta di un tavolo allargato nel quale verranno affrontati l’insieme degli aspetti organizzativi collegati allo svolgimento della seconda fase del maxi processo. Il vertice sarà presieduto dal capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giovanni Melillo e si terrà alle 15 in via Arenula.
All'incontro, al quale parteciperanno i capi degli uffici ministeriali, sono stati invitati il governatore della Regione Emilia-Romagna, il prefetto e il sindaco di Reggio, il presidente e il procuratore generale presso la corte di appello di Bologna, il presidente del tribunale di Reggio Emilia e il presidente del locale Consiglio dell'ordine degli avvocati.
Dopo tanti colpi di scena e la prospettiva – sempre attuale – di un trasferimento del dibattimento nell’aula-bunker di Firenze, negli ultimi giorni si è rafforzato il fronte a favore del processo in terra reggiana, sulla scia della Regione che si è detta disponibile a farsi carico, così come per l’udienza preliminare a Bologna, dei costi (sui 330-350mila euro) per allestire una tensostruttura nel cortile del palazzo di giustizia di via Paterlini. Poi vi sono i costi di funzionamento, preventivati sui 30mila euro al mese, a fronte di udienze che dovrebbero snodarsi su due anni. Chi coprirà questa fetta non indifferente di spese?
Un appello al ministero della Giustizia e al governo Renzi perché vengano assunte le decisioni necessarie e stanziate le risorse per lo svolgimento del dibattimento a Reggio è stato sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Libera, Legambiente, Aser e Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna: «Questa società e questa terra – scrivono – così duramente aggredite dall’attività messa in atto dal sodalizio criminale, non possono vedere allontanarsi il luogo di svolgimento del processo».
L’appello ha l’appoggio della senatrice reggiana Leana Pignedoli (Pd): «Reggio, l’Emilia, hanno il diritto di ospitare queste udienze per contrastare anche sul piano sostanziale l’insediamento di stampo mafioso». Ieri, poi, la deputata reggiana Vanna Iori (Pd) ha rimarcato che il ministro della Giustizia Andrea Orlando – incontrato martedì – sta seguendo «con attenzione» la vicenda-tensostruttura per il processo da celebrare, possibilmente, a Reggio, «esprimendo considerazioni positive sull’opportunità politica di svolgerlo a Reggio, anche in funzione della possibilità per i cittadini reggiani di assistere da vicino al processo che riguarda l’infiltrazione della comunità organizzata nel nostro territorio».
Per Aemilia a Reggio spezza una lancia in più anche Franco Mazza, presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio: «Il rispetto delle regole non può essere eluso dal ministero».
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