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Colpita da embolia, muore a 33 anni: era sposata da 9 mesi

Colpita da embolia, muore a 33 anni: era sposata da 9 mesi

Guastalla, lutto nella frazione di San Martino e a Suzzara dove era andata a vivere con il marito

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GUASTALLA. Un grave lutto ha colpito una famiglia guastallese, residente nella frazione di San Martino, in via Argine Ospedale 2. Alessandra Ferrari, 33 anni, si è spenta lunedì 1° dicembre nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova in seguito ad un embolia polmonare.

I funerali giovedì 3 alle 9.30, partendo dall’abitazione per la chiesa e il cimitero di San Martino. Alessandra, «dal carattere solare aveva una parola per tutti – come ricorda la cugina Elena – si era sposata con Simone Andrao, 44 anni, operaio in un'azienda meccanica di Suzzara (Mantova), il 14 febbraio scorso, proprio per San Valentino, con rito civile a Corte Campione a Bagnolo San Vito (Mn) ed abitava da un anno in via Gramsci nella città del Premio.

Diplomata all’istituto “Russell” di Guastalla, Alessandra Ferrari aveva fatto un esperienza di scambio culturale a Parigi rimanendone affascinata. E quando, seppur ricoverata all’ospedale di Mantova, ha saputo della notizia degli attentati terroristici avvenuti nella capitale francese, chiedeva informazioni sugli sviluppi delle indagini alle infermiere.

«Era un’amante della montagna ma soprattutto della campagna – dice la cugina Elena – I suoi genitori abitano a San Martino e lei adorava questi posti. Aveva tanti amici sia a Guastalla che a Suzzara. La sua allegria contagiava tutti. E quando le infermiere del penultimo reparto in cui è stata ricoverata hanno saputo della sua improvvisa scomparsa, sono rimaste senza parole. Ci mancherà molto».

Alessandra Ferrari, alcune settimane fa, era stata colta da malore per un'embolia polmonare ed era stata subito stata ricoverata al “Poma” di Mantova. Le sue condizioni però, col passare dei giorni, sono via via peggiorate al punto che i medici del nosocomio mantovano hanno provato ad intervenire anche chirurgicamente per poterle salvare la vita.

Giunta in sala operatoria però il suo cuore ha cessato di battere prima ancora del possibile intervento. E per capire le cause che l'hanno portata alla morte i familiari hanno autorizzato l'esame autoptico chiesto dagli stessi medici del “Poma” che l'avevano in cura. La famiglia ha già annunciato che non sporgerà alcuna denuncia.

Alessandra lascia nel dolore il marito Simone, la mamma Nadia, il papà Giulio, la nonna Anna, il suocero Augusto, zie, cugine e parenti. Ieri sera, nell’abitazione di via Argine Ospedale 2 dove è stata allestita la camera ardente è stato recitato il Rosario.

Due le città in lutto: Suzzara e Guastalla. Tantissime sono state infatti le testimonianze di affetto manifestate alla famiglia dagli amici residenti a cavallo delle due province. (m.p.)

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