Condominio al freddo Accordo per pagare Iren
Correggio: le 12 famiglie di via Leopardi accettano di versare i 13 mila euro Oggi il palazzo sarà riallacciato alla rete e verrà acceso il riscaldamento
CORREGGIO. Hanno accettato di pagare nuovamente il debito nei confronti di Iren per il riscaldamento, gli inquilini del condominio di via Leopardi, che si ritrovano a vivere al freddo durante la stagione meno clemente dell’anno. Iren, infatti, ha staccato l’utenza del gas alle 12 famiglie che vivono nell’edificio di via Leopardi: questo perché il precedente amministratore non ha pagato il debito di 13mila euro, maturato nei confronti della multiutility. Lo stesso amministratore, il quale a sua volta risiedeva nel condominio di via Leopardi in cui è stata staccata l’utenza, tempo fa, si è tolto la vita. E ora famiglie con bambini e anziani vivono senza riscaldamento.
Almeno fino a oggi. Perché, se tutto va bene, visto l’accordo raggiunto tra il nuovo amministratore, Guido Belletti, l’avvocato del condominio, Catia Lombardi, e i legali di Iren, in giornata dovrebbe essere riallacciata l’utenza.
«In seguito all’incontro che ha avuto luogo lunedì con Iren abbiamo organizzato subito una riunione per confrontarci con i condomini, visto che il tema è molto urgente… – spiega Belletti – Le opzioni proposte che noi, a nostra volta, abbiamo illustrato ai residenti di via Leopardi erano due: la prima era di versare 80 euro a famiglia ogni mese in un anno. La seconda è di pagare 500 euro al mese, divisi tra tutti, per 6 mesi e la somma rimanente dovrà essere saldata entro dicembre 2016. Inoltre, da un ulteriore calcolo fatto da parte di Iren si è arrivati a 11mila, con una conseguente riduzione del debito di 2mila – prosegue l’amministratore – Gli inquilini hanno deciso di accettare la seconda offerta, da 500 euro complessivi e oggi verrà ricollegato il gas. Sperando che vada tutto bene, nel senso che l’utenza venga riallacciata, ma oltre ai quasi mille euro a testa che sono stati richiesti agli inquilini per la seconda volta, si aggiungeranno le attuali bollette del gas».
Rimane, inoltre, un’incognita: gli eredi dell’amministratore suicida. «Non ci hanno comunicato chi sono gli eredi – aggiunge Belletti – Prima sembrava fossero quattro, ora due, ma di nomi certi, non ne abbiamo nessuna comunicazione scritta. E non riusciamo nemmeno a convocarli per l’assemblea di fine dicembre per il consuntivo. Un’assemblea alla quale dovrebbero partecipare anche gli eredi perché il precedente amministratore era residente nel condominio e quindi chi subentrerà dispone di un immobile. Essendo comproprietari dovranno sobbarcarsi le spese condominiali. Il problema, però, è che non sappiamo chi sono». Anche se il problema “freddo” si risolverà oggi, quindi, permane incertezza.
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