Fronte comune contro il trasferimento
Nuovi appelli di Cna, Cgil e delle opposizioni per scongiurare l’ipotesi del dibattimento a Firenze
REGGIO EMILIA. Un fronte comune per portare il processo a Reggio Emilia. Dopo gli appelli dei giorni scorsi, ieri si sono aggiunte nuove voci al coro di chi si schiera con forza contro l’ipotesi del trasferimento a Firenze. «Siamo pienamente d'accordo con l'appello lanciato dai vertici di Legacoop Emilia Ovest sulla necessità di unirci con le istituzioni e tutte le forze economiche e associative della provincia per permettere lo svolgimento del processo Aemilia a Reggio – afferma il direttore generale di Cna Reggio Emilia, Fabio Bezzi, – Non vogliamo il processo a Firenze perché non vogliamo rimuovere ciò che è successo o far finta che si tratti di una realtà lontana. Abbiamo il diritto e la voglia di conoscere tutta la verità su questa triste vicenda».
Un appello al quale si unisce anche al Cgil: «La fase pubblica del dibattimento permetterà alla società reggiana di toccare con mano, meglio che con mille convegni, una realtà di cui tutt’ora manca la percezione complessiva della dimensione e profondità. Quindi anche noi chiediamo con forza che il processo si svolga a Reggio, in uno spazio adatto ad ospitare non solo giudici, imputati ed avvocati, ma anche i rappresentanti delle parti civili, gli operatori dell’informazione locale e soprattutto un pubblico che auspichiamo numeroso, a partire dagli studenti delle scuole superiori». Due in particolare sono le questioni sollevate dal sindacato: «Non abbiamo capito per quale motivo sia stata scartata la possibilità di allestire alcuni locali nel complesso fieristico di via Filangeri che, oltre agli indubbi vantaggi logistici, rappresenta secondo noi la miglior soluzione anche in termini di costi / benefici operativi», aggiungono dalla Cgil, sottolineando anche la difficoltà logistica di un trasferimento a Firenze e il problema sicurezza legato all’eventuale impiego di tutte le forze dell’ordine in organico a Reggio: «I Ministeri della Giustizia e degli Interni, il Governo hanno il dovere di mettere il tribunale e la città nelle condizioni di esercitare in modo adeguato il diritto ad avere qui il dibattimento».
Un nuovo appello è arrivato anche dalla senatrice Maria Mussini: «Apprendo con grande soddisfazione la disponibilità al dialogo sul dibattimento Aemilia manifestata dal ministero della Giustizia – fa sapere la parlamentare – nei giorni scorsi avevo già avuto uno scambio interlocutorio sul tema poi sfociato nella mia richiesta di incontro col ministro Orlando». Infine, Maria Edera Spadoni (M5S): «La cosa fondamentale è che non è di competenza della Regione reperire i fondi ma del Governo; poi quando i prezzi naturalmente lieviteranno e i soldi non basteranno perché la Regione li ha già investiti in abbondanza, come faremo?».
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