«Il funzionamento dell’aula costa 30 mila euro al mese»
Questa la cifra stimata solo per saldare bollette, pulizie e servizio di portineria Rossi: «Le spese sono tante, per Reggio ci basiamo sull’esperienza di Bologna»
REGGIO EMILIA. Il fronte dei soggetti favorevoli alla celebrazione del processo Aemilia a Reggio Emilia - provincia considerata l’epicentro del sistema di infiltrazione della ’ndrangheta in Regione - si rimpolpa di giorno in giorno. Nel frattempo, però, in attesa della riunione fissata per giovedì al ministero della Giustizia, le istituzioni continuano a mettere in fila i costi dell’ipotetica spesa che lo Stato dovrebbe coprire per poter creare un’aula bunker a Reggio.
Il budget è stato tracciato sull’esperienza tutt’ora in corso alla fiera di Bologna, dove è in atto l’udienza preliminare del processo Aemlia che si svolge a porte chiuse. Anche a Reggio, infatti, dove il processo entrerebbe nel vivo con udienze a porte aperte, è ipotizzato un costo di funzionamento di circa 30mila euro al mese, da moltiplicare per i mesi che serviranno per concludere il processo. Si parla di anni, almeno due, con necessità di relative coperture. «Con questi 30mila euro verrebbero coperti i soli costi di riscaldamento, sorveglianza (la semplice apertura e chiusura delle porte, ndr), le pulizie e tutte le bollette» spiega Andrea Rossi, sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna.«L’esperienza di Bologna ci offre una base concreta ma bisogna prestare comunque attenzione ai centri di costi e alle possibili variazioni rispetto ai preventivi». Soldi che, in buona sostanza, dovrebbero essere in parte sborsati anche qualora il processo venisse celebrato a Firenze, dove l’aula bunker c’è già.
A pagare il conto del processo a Reggio dovrebbe essere il ministero, non gli enti pubblici. La Regione Emilia-Romagna ha già detto però che sarebbe disposta a versare per la “causa” fino a 350mila euro, il costo della tensostruttura all’interno della quale ricavare poi l’aula bunker reggiana. Un impegno significativo per mantenere a Reggio il processo per mafia che punta a debellare le cause e le conseguenze generate dalla presenza della ’ndrnagheta.
Altro nodo non trascurabile è quelle del preventivo in sè: la Regione Emilia-Romagna, infatti, come ricorda Rossi, è rimasta “vittima” delle variazioni al budget che, «partito da 480mila euro per celebrare l’udienza preliminare alle fiere di Bologna, è schizzato tra una cosa e l’altra a 748mila euro». Quasi un raddoppio scaturito da altre spese che dovranno essere imputate anche nel processo a Reggio. Bisogna pensare infatti all’arredamento, alla messa in sicurezza della tensostruttura e dell’area, la videosorveglianza. «Senza scordare poi la videoconferenza, struttura a carico del ministero così come le registrazioni e le celle sicurezza - dice Rossi - Solo per montare queste ultime sono servite migliaia di euro.
Tirata una linea, alla fine dell’esperienza bolognese, l’80% dei costi è relativo alla strumentazione interna e alla sicurezza, mentre il restatne 20% è per l’immobile.
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