Gazzetta di Reggio

Reggio

«Il funzionamento dell’aula costa 30 mila euro al mese»

di Enrico Lorenzo Tidona
«Il funzionamento dell’aula costa 30 mila euro al mese»

Questa la cifra stimata solo per saldare bollette, pulizie e servizio di portineria Rossi: «Le spese sono tante, per Reggio ci basiamo sull’esperienza di Bologna»

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REGGIO EMILIA. Il fronte dei soggetti favorevoli alla celebrazione del processo Aemilia a Reggio Emilia - provincia considerata l’epicentro del sistema di infiltrazione della ’ndrangheta in Regione - si rimpolpa di giorno in giorno. Nel frattempo, però, in attesa della riunione fissata per giovedì al ministero della Giustizia, le istituzioni continuano a mettere in fila i costi dell’ipotetica spesa che lo Stato dovrebbe coprire per poter creare un’aula bunker a Reggio.

Il budget è stato tracciato sull’esperienza tutt’ora in corso alla fiera di Bologna, dove è in atto l’udienza preliminare del processo Aemlia che si svolge a porte chiuse. Anche a Reggio, infatti, dove il processo entrerebbe nel vivo con udienze a porte aperte, è ipotizzato un costo di funzionamento di circa 30mila euro al mese, da moltiplicare per i mesi che serviranno per concludere il processo. Si parla di anni, almeno due, con necessità di relative coperture. «Con questi 30mila euro verrebbero coperti i soli costi di riscaldamento, sorveglianza (la semplice apertura e chiusura delle porte, ndr), le pulizie e tutte le bollette» spiega Andrea Rossi, sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna.«L’esperienza di Bologna ci offre una base concreta ma bisogna prestare comunque attenzione ai centri di costi e alle possibili variazioni rispetto ai preventivi». Soldi che, in buona sostanza, dovrebbero essere in parte sborsati anche qualora il processo venisse celebrato a Firenze, dove l’aula bunker c’è già.

A pagare il conto del processo a Reggio dovrebbe essere il ministero, non gli enti pubblici. La Regione Emilia-Romagna ha già detto però che sarebbe disposta a versare per la “causa” fino a 350mila euro, il costo della tensostruttura all’interno della quale ricavare poi l’aula bunker reggiana. Un impegno significativo per mantenere a Reggio il processo per mafia che punta a debellare le cause e le conseguenze generate dalla presenza della ’ndrnagheta.

Altro nodo non trascurabile è quelle del preventivo in sè: la Regione Emilia-Romagna, infatti, come ricorda Rossi, è rimasta “vittima” delle variazioni al budget che, «partito da 480mila euro per celebrare l’udienza preliminare alle fiere di Bologna, è schizzato tra una cosa e l’altra a 748mila euro». Quasi un raddoppio scaturito da altre spese che dovranno essere imputate anche nel processo a Reggio. Bisogna pensare infatti all’arredamento, alla messa in sicurezza della tensostruttura e dell’area, la videosorveglianza. «Senza scordare poi la videoconferenza, struttura a carico del ministero così come le registrazioni e le celle sicurezza - dice Rossi - Solo per montare queste ultime sono servite migliaia di euro.

Tirata una linea, alla fine dell’esperienza bolognese, l’80% dei costi è relativo alla strumentazione interna e alla sicurezza, mentre il restatne 20% è per l’immobile.

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