Il Progetto Ligabue orgoglio per gli attori e per tutta la Bassa
Fabrizio Lanzi: «Ha saputo coinvolgere più di 200 persone» Orfeo Bossini: «Per i Violini una presenza da ricordare»
GUALTIERI. C’è un bel pezzo di Bassa reggiana che lunedì sera, alla consegna del premio Ubu a Mario Perrotta per il “Progetto Ligabue” come miglior progetto artistico-organizzativo, ha esultato con orgoglio. Già, perchè alla base del successo dell’innovativa idea dell’attore pugliese c’è stata la forte collaborazione di un territorio che, con alcune sue eccellenze artistiche, ha contribuito all'ottima riuscita dell’opera. In particolare nell’ultima parte, “Bassa Continua-Toni sul Po”, sono state tante le realtà reggiane alle quali Perrotta e la sua organizzazione si sono appoggiati per arricchire lo spettacolo. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.12537612:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/tempo-libero/2015/11/30/news/premio-ubu-2015-a-progetto-ligabue-1.12537612]]
Tra i tanti artisti e volontari che tra il 21 e il 24 maggio scorsi hanno partecipato all’ultimo atto del progetto che si è sviluppato tra Gualtieri, Guastalla e Reggio, ci sono attori, musicisti, ballerini delle nostre parti. Come la compagnia teatrale “Gli Irregolari”, coinvolta nella parte che si è svolta al San Lazzaro di Reggio e hanno partecipato al corteo finale confluito in piazza Bentivoglio. I borettesi Fabrizio Lanzi e Fausto Ghiretti hanno svolto la parte degli infermieri nell’ospedale psichiatrico che ospitò il “Toni”.
«E’ stata un’esperienza straordinaria – racconta Lanzi – nella quale abbiamo avuto a che fare con dei grandi professionisti che non ci hanno mai fatto pesare il loro rango anzi, ci hanno sempre trattato alla pari, non solo al momento dello spettacolo ma anche nelle settimane successive, tenendoci sempre informati su ogni cosa. Venimmo contattati in occasione di “Un bès” al Teatro del Fiume di Boretto: alcuni componenti dello staff di Perrotta videro le foto di alcuni nostri spettacoli e ci chiesero di collaborare. Accettammo subito, e conoscere Mario si è rivelata un’esperienza significativa: si è raccontato a noi con grande spontaneità, e noi abbiamo fatto altrettanto. Credo che il suo merito più grande, oltre a essere un attore dal valore indiscusso, sia stato quello di saper coinvolgere circa 200 persone nel suo progetto».
Dal punto di vista musicale, un ruolo di primo piano è stato riservato ai “Violini di Santa Vittoria”, quintetto d’archi che ha riportato alla ribalta l’antica tradizione musicale della frazione gualtierese e dal quale Perrotta è rimasto “folgorato”. Tanto da farsi accompagnare da loro nell'anteprima di un suo spettacolo a Chiasso e anche in un’esperienza a Radio Rai.
«Sarebbe stata un’esperienza fantastica anche senza il premio – afferma Orfeo Bossini, violinista e voce narrante della formazione, che in “Bassa Continua” ha suonato in due stazioni diverse – fatta di arte e musica, con protagonisti che ci hanno colpito per il loro entusiasmo ma soprattutto per la loro professionalità. Il nostro auspicio è che questa esperienza non resti solo un ricordo ma divenga una memoria importantissima: non si tratta di fare archeologia, ma di usare il passato per costruire un’identità nel presente da utilizzare poi nel futuro».
La musica locale era rappresentata anche da due storici formazioni del territorio: il corpo filarmonico “Bonafini” di Guastalla e il complesso bandistico “Medesani” di Boretto.
«Un’esperienza unica in cui si sono coniugati arte, musica e spettacolo – racconta Luciano Pellicelli, direttore della banda borettese, chiamata a suonare nella parte finale un brano felliniano, su espressa richiesta di Perrotta – e che per i nostri componenti è stata molto emozionante, oltre che costruttiva, in quanto abbiamo dovuto esercitarci molto anche a rispettare i tempi teatrali ai quali non siamo abituati. Se dovesse ricapitare, saremo ben lieti di partecipare ancora».
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