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Immergas e l’Iran «Le sanzioni non ci fermano»

Immergas e l’Iran «Le sanzioni non ci fermano»

BRESCELLO. Si è insediata con una fabbrica nel 2011, l'anno delle peggiori sanzioni contro l'Iran. Ma non si è fatta spaventare: se finora non sono state sempre rose e fiori, popolazione ed edilizia...

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BRESCELLO. Si è insediata con una fabbrica nel 2011, l'anno delle peggiori sanzioni contro l'Iran. Ma non si è fatta spaventare: se finora non sono state sempre rose e fiori, popolazione ed edilizia residenziale restano in crescita in Iran, e così anche la domanda di caldaie per uso domestico.

Immergas, 300 milioni di fatturato annuo, sede legale a Brescello e stabilimenti in Italia e Slovacchia, era entrata in Iran già dal 2009 a livello commerciale, e due anni dopo ha aperto una fabbrica a Qazvin, a circa 150 km da Teheran.

«Non per delocalizzare - precisa il responsabile di Immergas Pars Roberto Masarin - ma per cogliere opportunità all'estero e portare lavoro in Italia, dove si produce ancora la maggior parte delle caldaie finite ma anche componenti per la produzione all'estero. Non che manchino un'industria iraniana in questo campo, rileva Masarin che opera in Iran dal 2007, ma l'azienda fondata nel 1964 dalle famiglie Amadei e Carrara - ora quotata in Borsa - propone, dice, migliori standard di sicurezza e di risparmio energetico. Per ora lo stabilimento produce un'ottantina di pezzi al giorno con una quindicina di dipendenti.

Ma le idee del management sul potenziale dell'Iran sono ben chiare: «Dal 2000 al 2010 vi è stata una crescita media del 5,2% - evidenzia Masarin - e se è vero che le sanzioni del 2011-12 hanno fatto precipitare i dati economici, la revoca dell'embargo farà ripartire la crescita».

Anche se la ripresa non arriverà subito, avverte: le sanzioni hanno portato ad un'«atomizzazione» nel credito, e il sistema si dovrà riallineare. «Ma intanto l'Iran è al ventottesimo posto nel mondo per il Pil, sottolinea ancora Masarin, e si stima che possa entrare tra le 11 economie con il maggior potenziale di crescita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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