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Basta cemento: a Scandiano 30 aree edificabili tornano verdi

di Adriano Arati
Basta cemento: a Scandiano 30 aree edificabili tornano verdi

Gli appezzamenti vengono di nuovo destinati all’uso agricolo, sia per la crisi dell’edilizia che per pagare meno tasse

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SCANDIANO. Un passo indietro, da edificabile a agricolo e uso parco. Nei prossimi mesi una trentina di aree edificabili, sparpagliate nell’intero territorio comunale, torneranno a uso agricolo o di servizio della casa. Campi, giardini e parchi, in pratica, in cui non sarà possibile costruire.

Una scelta figlia della volontà dell’amministrazione comunale di puntare sul costruito già esistente e inutilizzato, esplicitata nel piano strutturale comunale e nel regolamento urbanistico edilizio, e della situazione economica ancora in sofferenza, soprattutto nel settore edile.

L’operazione, già discussa in giunta e nella commissione consigliare, verrà discussa nel prossimo consiglio comunale del 15 dicembre. Se fino a pochi anni fa ottenere l’edificabilità per un’area verde era un obiettivo ambito, perché ne ampliava molto il valore e le possibilità di guadagno, con l’attuale congiuntura il discorso è ben cambiato.

E molte persone che avevano avuto il permesso a costruire hanno deciso di tornare sui loro passi, per evitare di pagare le tasse previste per il suolo edificabile, trasformando di nuovo gli appezzamenti in zone a uso agricolo o di servizio alle abitazioni. Nei trenta casi scandianesi si trova di tutto, dal centro storico del capoluogo a aree verdi in campagna e nelle frazioni, dai campi su cui si voleva tirare su da zero delle palazzine a vasti parchi e giardini in cui si pensava di realizzare nuovi edifici a fianco di quelli esistenti.

«Ovviamente qualche nuova area edificabile arriverà, anche nei prossimi anni, ma il nostro indirizzo è quello di riqualificare il costruito già esistente, che si tratti di invenduto o di ristrutturazioni» – racconta il vicesindaco con delega al Territorio Matteo Nasciuti.

«Puntiamo a una rigenerazione urbana, i documenti di indirizzo degli anni scorsi parlano chiaro, abbiamo anche previsto delle agevolazione per chi va in quella direzione, pensiamo la migliore dal punto di vista ambientale. Vogliamo incentivare una ripresa dell’edilizia ma in questo ambito, rivalutando quanto già esiste senza bisogno di utilizzare nuovo terreno» – continua.

«L’indirizzo è quello, dopo chiaramente ci saranno anche nuove edificazioni, ma dove possibile noi incentiveremo operazioni legate a edifici già esistenti, alle ristrutturazioni, agli ammodernamenti».

Le sofferenze economiche di questi anni hanno poi accelerato il processo.

«Tante persone non hanno più alcuna convenienza a tenere il terreno edificabile, il mercato è fermo e le possibilità in questo senso sono molto minori, e ritornando all’uso agricolo non devono pagare più l’indice che viene applicato sull’edificabile. Vale per terreni agricoli o per chi aveva pensato di fare nuove costruzioni in un proprio giardino molto grande», chiarisce sempre Nasciuti.

«Questo è un fattore importante, e dall’altro noi vogliamo puntare su una direzione più sostenibile dal punto di vista ambientale. E mi sembra che su questo ci sia un accordo generalizzato, anche nella commissione consigliare».

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