Bini: «E’ troppo leggera la condanna di Fettah»
Castelnovo, il sindaco commenta la sentenza per l’uccisione di Andrea Germini «La collaborazione dell’imputato in aula è stata premiata forse eccessivamente»
CASTELNOVO MONTI. Si era dato il tempo di leggere le motivazioni della sentenza prima di parlarne, ma ora che tali motivazioni sono state rese pubbliche, il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, in merito alla sentenza per l’omicidio di Andrea Germini esprime il proprio parere, che va nella stessa direzione di quanto in paese hanno già affermato in tanti, ovvero che la condanna di Fettah Abdelkebir a 16 anni e 10 giorni di carcere appare eccessivamente mite.
«Ho letto le motivazioni espresse dal giudice Giovanni Ghini – afferma Enrico Bini – per questa condanna che a prima vista ci era sembrata alquanto leggera, e devo dire che, restando ovviamente convinto che le sentenze debbano essere comunque sempre rispettate, mi sembra che la collaborazione di Fettah durante il dibattimento sia stata premiata forse eccessivamente».
Prosegue il sindaco castelnovese: «Mi trovo maggiormente in linea con le considerazioni espresse oggi alla Gazzetta dal pubblico ministero Valentina Salvi. E' stato un omicidio dai risvolti molto pesanti per la nostra comunità, che ne è stata profondamente sconvolta. La legge ha fatto il suo corso, e sicuramente la scelta del giudice avrà i suoi fondamenti. Peraltro, il processo con rito abbreviato fa sì che questa sentenza sia quella definitiva. Ma resta purtroppo la sensazione che, in questo caso, legge e giustizia non coincidano pienamente».
Il giudice Giovanni Ghini ha spiegato in tre pagine la condanna per omicidio premeditato e distruzione del cadavere di Andrea Germini, il 18 agosto 2014. Il pm, Valentina Salvi aveva chiesto 30 anni di carcere. Il giorno del pronunciamento, ha avuto un peso importante la confessione con cui l'imputato si è presentato all'ultima udienza del processo con rito abbreviato. «Con la sua confessione – scrive il giudice – l'imputato ha dato un contributo prezioso all'accertamento della verità sulla genesi, giuridicamente rilevante, del disegno omicida».
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