Gazzetta di Reggio

Reggio

Bucano un muro e rubano 150 forme

di Tiziano Soresina
Bucano un muro e rubano 150 forme

I ladri, “protetti” dalla nebbia, fuggono dall’azienda agricola “Giaroli Ello” con un camion. Scelto il formaggio più pregiato

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Continua lo stillicidio dei furti di forme nei caseifici.

Stavolta è “toccato” all’azienda agricola “Giaroli Ello e figli” – a Marmirolo – nella notte fra martedì e ieri. Il raid dei ladri è di quelli pesanti: 150 forme rubate, danni solo a livello di formaggio sui 57-60mila euro, perché va aggiunta la riparazione al buco che è stato fatto dalla banda nel muro del magazzino.

E scorrendo le modalità di quest’assalto si capisce che il furto non è stato certo improvvisato, anzi i ladri sapevano dove colpire senza far scattare l’allarme e senza svegliare i titolari dell’azienda.

Presumibilmente ad agire erano almeno in quattro: un progetto di furto ben chiaro in testa e il nebbione calato che ha aiutato non poco l’assalto.

Presumibilmente la prima fase del piano – intorno alle 2 di ieri – è stata dedicata a crearsi il varco nel magazzino di stagionatura delle forme che si trova nel “cuore” dell’azienda agricola. Entrati da via Cantù, facilmente a piedi ma con tutta l’attrezzatura, i malviventi hanno bucato il muro del magazzino proprio nel punto in cui al di là non vi sono intralci (solo pochi centimetri più a sinistra c’è un termosifone...). Un’operazione non semplice ma fattibile se hai l’attrezzatura giusta (un martello pneumatico?) e sfondare lì ha significato anche aggirare il sistema d’allarme. Una volta creato il varco, i ladri sono stati raggiunti dai complici con un camion telonato. Il mezzo è arrivato attraverso i campi per poi raggiungere il retro del magazzino. Prese di mira e caricate su una carriola (trovata nella struttura) le forme stagionate (da 24-26 mesi) che pesano, ognuna, sui 38-39 chili. Svuotate 3-4 file nel magazzino. Un trafugamento, quindi, piuttosto impegnativo che ha richiesto tempo, anche se fino ad un certo punto la banda ha agito indisturbata.

Probabilmente stavano ancora caricando – verso le 4 – quando, ignari di tutto, due dipendenti e la sorella dei titolari hanno iniziato la mungitura delle mucche, accendendo le luci nelle stalle (è un allevamento modello quello di Marmirolo, molto ben organizzato, con mille capi di bestiame). A quel punto il camion è ripartito a tutto gas, perdendo anche diverse forme (una decina, trovate sia nei pressi del magazzino che in via Cantù da cui poi la banda ha preso il largo) nelle manovre per uscire il più in fretta possibile dall’azienda agricola. Quel mezzo non è comunque passato inosservato e la donna ha notato nell’abitacolo almeno due persone, ma erano probabilmente di più perché ha avuto l’impressione che qualcuno si fosse chinato per nascondersi. Capita al volo la situazione, è stato subito allertato il 113 e la famiglia Giaroli, sconsolata, non ha potuto far altro che attendere l’arrivo della polizia.

«E’ la prima volta che subiamo un furto di Parmigiano Reggiano – dice Sauro Giaroli, uno dei titolari dell’azienda agricola – e mia sorella si è anche spaventata vedendo quel camion in fuga uscire in fretta dalla nostra proprietà. Questa è gente che sa dove colpire, ben informata. Conoscevano il posto. Contro i furti ci vorrebbe una legislazione più severa, che funga da deterrente – conclude amaramente l’imprenditore agricolo – ma purtroppo non è così e questi sono i risultati. Ormai i furti nei caseifici non si contano più...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google