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Gli scatti di Vaiani a Palazzo Casotti

Gli scatti di Vaiani a Palazzo Casotti

Da sabato. Già in ristampa il calendario 2016 della Gazzetta

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Il fotografo di Reggio Emilia, per antonomasia? Renzo Vaiani. L’autore di scatti che dalla metà degl anni Trenta alla metà degli anni Novanta del Novecento, più di ogni altro ha raccontato la trasformazione di Reggio Emilia in tutti i suoi aspetti. Il punto di riferimento per decenni per i reggiani che volevano un ritratto. Anche, il punto di partenza per ripensare la storia di Reggio, grazie ad un archivio sterminato, custodito nella Fototeca della Biblioteca Panizzi, che documenta la sua passione e attenzione nel raccontare il lento cambiamento che ha attraversato la città di Reggio Emilia.

In occasione del Centenario della nascita di Vaiani (Reggio Emilia, 1915-1996) la casa editrice Corsiero editore di Andrea Casoli ha promosso per celebrare l’evento una serie di iniziative che vedono la collaborazione del Comune di Reggio Emilia e della Fototeca della Biblioteca Panizzi e che vanno ad aggiungersi al calendario del 2016 in edicola con la Gazzetta di Reggio, già in ristampa visto il successo.

Si è partiti con la presentazione questa primavera del volume intitolato “Lavoro e memoria”, che ripercorre con una selezione di 330 fotografie in bianco e nero, l’attività fotografica di Renzo Vaiani con saggi di Elena Vaiani, nipote di Renzo e ricercatrice alla Normale di Pisa, Laura Gasparini, responsabile della Fototeca della Biblioteca Panizzi (che custodisce l’enorme archivio di lastre negativi e stampe di Renzo Vaiani e del padre Mario) e di Remo Ceserani, docente di Letteratura comparata all’Università di Bologna, oltre che una testimonianza di Stanislao Farri, uno dei maggiori fotografi reggiani, amico e allievo di Renzo.

Ora è la volta della mostra dal titolo “Renzo Vaiani. Lavoro e memoria”, organizzata con la collaborazione della Fototeca della Biblioteca Panizzi. L’esposizione sarà inaugurata nelle sale espositive di Palazzo Casotti, sabato 5 dicembre 2015 alle ore 11. La mostra (in questa pagina alcuni scatti, gli altri sul nostro sito) documenta il lavoro del fotografo con una settantina di fotografie (tra vintage e ristampe) dell'Archivio Vaiani, che consta di ben 301.700 negativi (disponibile anche online nel sito della Biblioteca Panizzi), oltre a una piccola selezione di immagini di proprietà degli eredi Vaiani, alcune gigantografie, pannelli didascalici e dell’esposizione di materiali d’epoca, quali le macchine fotografiche utilizzate da Vaiani nella sua attività, cartoline, lastre e negativi, ora conservati alla Biblioteca Panizzi. Gli scatti offrono una lettura dei diversi generi fotografici praticati dal fotografo ritrattista, ma anche di fotografo industriale, paesaggista e cronista - e dei momenti più significativi della storia cittadina: Reggio Emilia sotto il fascismo, i bombardamenti e la ricostruzione, il passaggio dall’economia rurale a quella industriale, le Officine Reggiane, la Burro Giglio, la persistenza di antichi mestieri, specie in provincia, le modificazioni architettoniche della città, lo sperimentalismo e la Triennale di Milano, il paesaggio dell’Appennino reggiano.

La mostra,visitabile fino al 29 febbraio 2016, ospita inoltre la proiezione continua di un video del giovane regista libanese Ali Beidoun, che ridarà vita alle fotografie del passato attraverso riprese del presente indagando gli stessi luoghi a distanza di tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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