La cena di solidarietà di Boorea batte tutti i record
Correggio: più di 800 commensali al salone delle feste di Fazzano, con quasi 24 mila euro raccolti che andranno a finanziare due importanti progetti in Brasile e in Libano
CORREGGIO. Un grande inno al volontariato, alla beneficenza, ed anche alla gastronomia per un risultato che ha battuto ogni traguardo. La Grande Cena organizzata da Boorea e Auser, su cui si è alzato il sipario mercoledì sera al salone delle feste di Fazzano, si è confermata ancora una volta il più importante evento di raccolta fondi della provincia, con un incasso di quasi 24 mila euro. Oltre 800 sono stati i partecipanti che hanno confermato con la propria presenza una tradizione più che gradita per il territorio circostante e non solo.
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Sono accorsi al salone delle feste commensali provenienti, oltre che dal Reggiano, anche dalla Bassa modenese e mantovana, più 25 arrivati dal piacentino. E davvero variegato il mosaico di commensali che hanno potuto assaggiare le portate della cena grazie al grande lavoro del centinaio di volontari Auser guidati dal presidente Sandro Morandi, impegnati a servire tra i tavoli e delle rezdore che hanno preparato chili su chili di pasta.
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Il menu è stato affidato a tre talenti indiscussi della cucina emiliana, coadiuvati dalla giovane chef reggiana Stefania Lombardi, dalle rezdore di Correggio e dintorni e da decine di volontari Auser come accennato sopra. Gianni D'Amato, già due stelle Michelin al Rigoletto di Reggiolo, da poco più di due anni alla guida del Caffè Arti&Mestieri di Reggio, Giovanna Guidetti, dell'Osteria La Fefa di Finale Emilia e Isa Mazzocchi, chef del ristorante stellato La Palta di Borgonovo Val Tidone di Piacenza e allieva del grande cuoco francese George Cogny.
Gli chef hanno offerto il proprio contributo creativo alla Grande Cena senza percepire alcun compenso ma portando riportando nelle proprie cucine grande soddisfazione, anche per quello speciale sodalizio che in questi mesi di preparazione della cena si è venuto a creare con le eccezionali volontarie. Sullo schermo che faceva da sfondo al luogo dove gli organizzatori hanno preso la parola campeggiava la scritta “Je suis Paris”. Un modo per sottolineare che non si deve dimenticare quanto provocato dal terrorismo di recente e si devono perseguire i valori per cui i nostri predecessori hanno combattuto strenuamente.
Video: l'intervista al presidente Luca Bosi
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Un evento che mette a tavola 800 persone è il frutto di una vasta rete di collaborazioni tra aziende sostenitrici, sponsor, soci e dipendenti, dei Comuni, delle associazioni, dei sindacati e dei tantissimi amici e cittadini che vi prendono parte.
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