Mora tira dritto, la Cgil di Reggio Emilia si spacca in due
Il segretario sceglie Marchesini: 6 categorie creano coordinamento di minoranza che esce dalla segreteria
REGGIO EMILIA. La Cgil di Reggio Emilia non ha più un governo unitario. Con la nomina nella segreteria di Luca Marchesini - fedele alla mozione Fiom-Landini e sodale al segretario generale Guido Mora - si è consumata la storica spaccatura elaborata in questi giorni dalla minoranza vicina alla mozione del segretario nazionale Susanna Camusso, area che ha fatto dimettere anche Luca Chiesi marcando la polemica e uscendo così definitivamente dall’organo di governo della Cgil.
Grazie all’inusuale patto tra la mozione Fiom-Landini e quella dell’area Camusso, la segreteria locale della Cgil di Reggio Emilia era considerata da tempo una mosca bianca insieme a Brescia nello scacchiere delle Camere di Lavoro a livello nazionale, dove governa invece in solitudine la mozione Camusso.
Un patto unitario, quello reggiano, che segue una tradizione rispettata fin dal Dopoguerra. Dopo mesi di confronto e lacerazioni, però, la maggioranza sembra aver deciso di andare avanti da sola rompendo l’accordo e nominando un loro uomo di fiducia in segreteria al posto di Matteo Alberini, esponente della minoranza che si è quindi sfilata dando vita a una profonda crisi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12555181:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12555181:1649482831/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La scissione sta facendo molto rumore anche a livello politico centrale. Si è consumata ieri proprio sul rinnovo della segreteria, dove 212 componenti dell'assemblea generale si sono ritrovati per eleggere un nuovo componente della segreteria provinciale in sostituzione di Alberini, giunto a scadenza.
Con poco più del 50% dei voti è stato eletto infatti Marchesini, segretario della categoria dei Trasporti (la Filt) e prima del commercio (Filcams). A lui sono andati 114 voti favorevoli, 90 voti contrari e 8 astensioni. Mora, in mattinata, ha indicato il nome di Marchesini davanti all’assemblea generale. Poi ci sono state le consultazioni e infine i voti, che restituiscono un’altra peculiarità di Reggio Emilia.
Mentre nel resto d’Italia governano i segretari vicini al leader nazionale Susanna Camusso, a Reggio governano quelli provenienti dalla Fiom del reggiano Maurizio Landini, che rappresenta quindi la maggioranza anche se risicata: 60%, contro il 40%. La mozione Fiom nel resto d’Italia vale invece il 10% circa. Facile capire, quindi, quanto potrà essere difficile il nuovo rapporto di forza.
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La rottura degli equilibri interni ha portato alla nascita di un coordinamento composto dai segretari di categoria di chimici, ceramisti, abbigliamento, alimentaristi, dipendenti pubblici, edili, bancari e pensionati, con tanto di lettera firmata da Alberini insieme a Chiesi e ai segretari di categoria Vittorio Venezia, Mauro Nicolini, Maurizio Frigeri, Rudi Zaniboni, Gregorio Villirillo e Marzia Dallaglio.
Il governo unitario, scrivono, «ha sempre rappresentato una scelta necessaria per la Cgil, una opzione essenziale per chi deve garantire la rappresentanza di migliaia di lavoratori e pensionati». Ecco allora il loro «giudizio negativo» sulla scelta di Mora «che contrasta con la cultura unitaria e pluralista della Cgil».
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