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Mora tira dritto, la Cgil di Reggio Emilia si spacca in due

di Enrico Lorenzo Tidona
Mora tira dritto, la Cgil di Reggio Emilia si spacca in due

Il segretario sceglie Marchesini: 6 categorie creano coordinamento di minoranza che esce dalla segreteria

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REGGIO EMILIA. La Cgil di Reggio Emilia non ha più un governo unitario. Con la nomina nella segreteria di Luca Marchesini - fedele alla mozione Fiom-Landini e sodale al segretario generale Guido Mora - si è consumata la storica spaccatura elaborata in questi giorni dalla minoranza vicina alla mozione del segretario nazionale Susanna Camusso, area che ha fatto dimettere anche Luca Chiesi marcando la polemica e uscendo così definitivamente dall’organo di governo della Cgil.

Grazie all’inusuale patto tra la mozione Fiom-Landini e quella dell’area Camusso, la segreteria locale della Cgil di Reggio Emilia era considerata da tempo una mosca bianca insieme a Brescia nello scacchiere delle Camere di Lavoro a livello nazionale, dove governa invece in solitudine la mozione Camusso.

Un patto unitario, quello reggiano, che segue una tradizione rispettata fin dal Dopoguerra. Dopo mesi di confronto e lacerazioni, però, la maggioranza sembra aver deciso di andare avanti da sola rompendo l’accordo e nominando un loro uomo di fiducia in segreteria al posto di Matteo Alberini, esponente della minoranza che si è quindi sfilata dando vita a una profonda crisi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12555181:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12555181:1649482831/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La scissione sta facendo molto rumore anche a livello politico centrale. Si è consumata ieri proprio sul rinnovo della segreteria, dove 212 componenti dell'assemblea generale si sono ritrovati per eleggere un nuovo componente della segreteria provinciale in sostituzione di Alberini, giunto a scadenza.

Con poco più del 50% dei voti è stato eletto infatti Marchesini, segretario della categoria dei Trasporti (la Filt) e prima del commercio (Filcams). A lui sono andati 114 voti favorevoli, 90 voti contrari e 8 astensioni. Mora, in mattinata, ha indicato il nome di Marchesini davanti all’assemblea generale. Poi ci sono state le consultazioni e infine i voti, che restituiscono un’altra peculiarità di Reggio Emilia.

Mentre nel resto d’Italia governano i segretari vicini al leader nazionale Susanna Camusso, a Reggio governano quelli provenienti dalla Fiom del reggiano Maurizio Landini, che rappresenta quindi la maggioranza anche se risicata: 60%, contro il 40%. La mozione Fiom nel resto d’Italia vale invece il 10% circa. Facile capire, quindi, quanto potrà essere difficile il nuovo rapporto di forza.

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La rottura degli equilibri interni ha portato alla nascita di un coordinamento composto dai segretari di categoria di chimici, ceramisti, abbigliamento, alimentaristi, dipendenti pubblici, edili, bancari e pensionati, con tanto di lettera firmata da Alberini insieme a Chiesi e ai segretari di categoria Vittorio Venezia, Mauro Nicolini, Maurizio Frigeri, Rudi Zaniboni, Gregorio Villirillo e Marzia Dallaglio.

Il governo unitario, scrivono, «ha sempre rappresentato una scelta necessaria per la Cgil, una opzione essenziale per chi deve garantire la rappresentanza di migliaia di lavoratori e pensionati». Ecco allora il loro «giudizio negativo» sulla scelta di Mora «che contrasta con la cultura unitaria e pluralista della Cgil».

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