Gazzetta di Reggio

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Papa Francesco benedice il Formadio

di Martina Riccò
Papa Francesco benedice il Formadio

Grande emozione per il sindaco Carletti e i produttori di Reggiano, ricevuti in Vaticano per le celebrazioni matildiche

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BIBBIANO. Non una, ma due benedizioni di papa Francesco. Ecco cosa hanno portato a casa – e serberanno per sempre nel cuore – i 150 bibbianesi che ieri sono andati a Roma, in udienza dal santo padre, portandogli in dono sei forme speciali di Parmigiano Reggiano. «Ero così emozionato – racconta il sindaco Andrea Carletti – che, quando il papa ha benedetto le forme del Consorzio Bibbiano La Culla, mi tremava la mano e la foto è venuta mossa. Così gli ho timidamente chiesto se poteva ripetere il gesto e lui, con quel sorriso disarmante e quell’incredibile naturalezza, mi ha accontentato».

E la doppia benedizione, anche se è arrivata un po’ per caso, non poteva essere più azzeccata: «Benedicendo le sei forme di Parmigiano Reggiano prodotte dai caseifici bibbianesi Centro Ghiardo, Scalabrini, Paverazzi, Dotti, Nuova e Moderna – spiega il sindaco – il papa ha benedetto, a cascata, tutto ciò che vi sta dietro. E cioè l’ingegno, la fatica, la passione, il lavoro delle persone che producono il nostro Parmigiano Reggiano, un’eccellenza della nostra terra, una parte importante della nostra economia e un pezzo fondamentale della nostra storia».

Non a caso le forme donate a papa Francesco erano state marchiate in modo molto particolare. «Il profilo presentava il marchio del Parmigiano Reggiano – spiega orgoglioso Umberto Beltrami, presidente del Consorzio Bibbiano La Culla – ma sulla faccia abbiamo impresso il nome “Formadio” incastrando le lettere nel sigillo di Matilde di Canossa».

Vuole la storia, infatti, che il primo Formadio, antenato dell’attuale Parmigiano Reggiano, fosse stato prodotto a Corniano di Bibbiano anche grazie all’intervento della Grancontessa. «Dopo aver vinto la battaglia contro Enrico IV – spiega Beltrami – Matilde fece costruire il monastero benedettino di Marola, da cui poi si sviluppò la Domus di Corniano. E lì, secondo una pergamena datata 13 aprile 1159 e un’altra più antica, risalente al 1145, grazie all’ingegno dei monaci e all’inventiva dei rustici allevatori e agricoltori della zona, fu prodotto per la prima volta l’antenato del Parmigiano Reggiano». E secondo la leggenda il nome “Formadio”, ovvero “forma di Dio”, è stato dato quando, aprendo la prima forma dopo un anno di stagionatura, si sprigionò un profumo celestiale.

«Al di là della poesia – commenta sempre Beltrami, presidente del Consorzio Bibbiano La Culla – resta il fatto che il nostro Parmigiano Reggiano racchiude in sé la bontà, la cultura, la storia e l’ambiente e noi, portando a Roma le sei forme marchiate ad hoc per l’occasione, l’abbiamo dimostrato».

«È stata una giornata epocale per la nostra comunità – conclude il sindaco Carletti –. Non potremo mai dimenticare l’umanità di papa Francesco, e soprattutto, il fatto che il simbolo del nostro territorio, della nostra tradizione millenaria e della fatica anche attuale della nostra gente, sia stato accolto e benedetto dal santo padre».

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