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LA REPLICA

«Situazione sotto controllo pochi giacigli nello scalo»

«Situazione sotto controllo pochi giacigli nello scalo»

REGGIO EMILIA. «Sono pochi i senza dimora che dormono in stazione. Credo si tratti di meno di dieci persone. Possiamo dire che la situazione è monitorata e sotto controllo». Il vicesindaco Matteo...

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REGGIO EMILIA. «Sono pochi i senza dimora che dormono in stazione. Credo si tratti di meno di dieci persone. Possiamo dire che la situazione è monitorata e sotto controllo». Il vicesindaco Matteo Sassi difende a spada tratta il piano del freddo stabilito come ogni anno dal comune di Reggio. Un “pronto intervento” messo in opera grazie ad associazioni come Caritas e Dimora d’Abramo, chiamate in causa dall’amministrazione per offrire generi di conforto ai senzatetto accolti nelle diverse strutture presenti in città. Tra queste, per l’appunto, c’è la stazione, che sembra essere un punto difficile da cancellare dalla cartina secondo Sassi, essendo uno dei luoghi prediletti dai senzatetto reggiani o di passaggio in città.

I comitati dei residenti chiedono lo spostamento in altro luogo dei senzatetto con il sostegno dell’amministrazione e delle parrocchie, offrendo oltretutto sistemazioni più decorose rispetto ai cartoni poggiati a terra. Non solo: anche gli orari sembrano non offrire sollievo a chi passa per lo scalo ferroviario. «Noi abbiamo previsto l’attivazione dell’accoglienza notturna in orari prestabiliti - dice Sassi - la sera quando non ci sono più corse fino alle 5.30 del mattino, quando vengono effettuate le pulizie che sono appannaggio del comune».

Il piano di accoglienza è attivo da dicembre fino a marzo. In realtà, però, la sala principale e le nicchie nei corridoi sono occupate da persone con giacigli di fortuna ormai da mesi circa. L’avvio del piano, quindi, non è altro se non l’ufficializzazione del sistema e l’attivazione del servizio di pulizie e di sostegno da parte delle associazioni.

«La pulizia viene effettuata prima che si riattivino i servizi ferroviari - spiega Sassi nelle vesti anche di assessore al welfare - Durante le serate abbiamo diversi operatori che seguono queste persone colpite da disagio, offrendo bevande calde e sacchi a pelo se necessario. Questa è la risposta più decorosa che possiamo dare. Parliamo poi di persone diverse: c’è chi è in difficoltà economiche e chi, invece, vive in strada da tempo. Usare la stazione serve anche per offrire un servizio migliore ai cittadini. Se fosse interdetta quella sala i senzatetto troverebbero posto sotto i portici. Il fenomeno è costante ormai da diversi anni in città sia per dimensione quantitativa che qualitativa. Ci sono più famiglie in stato di bisogno a causa della crisi. Ma abbiamo più di 100 alloggi per emergenza abitativa utilizzati per chi ne ha diritto. Per noi il piano di accoglienza invernale ha senso se si inserisce in modo integrato sistema di politica e aiuti più ampio». (e.l.t.)

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