Sorprende i ladri in casa e li rincorre
Montecchio: 65enne afferra la torcia caduta a uno dei due e gliela tira addosso. «Si è voltato e mi ha mostrato le cesoie»
MONTECCHIO. «Stavo per mettere l’auto in garage, mia moglie e mia figlia stavano entrando dalla porta principale quando mi vedo sbucare davanti un uomo con una torcia in mano. Senza pensarci due volte, sono saltato fuori dall’auto e l’ho inseguito». Inizia così il racconto di I.B., un 65enne di Montecchio che abita con la moglie, poco più giovane di lui, e la figlia, in una villetta di via Quasimodo, in zona ex Fratelli Dieci.
«Eravamo andati a Reggio per qualche commissione – racconta, ancora incredulo – e siamo tornati a casa intorno alle 19.45. Come sempre mia moglie e mia figlia erano scese dall’auto per entrare in casa dal davanti: mettono la chiave nella toppa, la chiave gira ma la porta non si apre. Spingono, ma qualcosa dall’altra parte sbarra il passaggio e impedisce di entrare. Così hanno fatto il giro da dietro per entrare dal garage, e hanno visto me che inseguivo un ladro».
Azione istintiva che, però, avrebbe potuto mettere il 65enne in guai seri. «So che non bisogna agire d’impulso – ammette – ma quando ho visto che c’era qualcuno nel giardino ci ho messo poco a fare due più due. Uno dei due ladri, un piccoletto, mi è passato davanti velocissimo, e l’ho perso subito. L’altro invece l’ho rincorso, ho afferrato la torcia che gli era caduta di mano e gliel’ho tirata dietro, colpendolo sulla schiena. A quel punto lui, che sarà stato alto 1.80 ed era ben messo, si ferma, si volta, mi viene incontro e mi mostra le cesoie. Se avesse voluto farmi del male ci sarebbe senza dubbio riuscito, ma per fortuna voleva solo spaventarmi. Allora l’ho lasciato andare via, anche perché avevo corso per parecchi metri e avevo il fiatone, e sono tornato subito da mia moglie e mia figlia: temevo che ci fosse un altro ladro ancora in casa».
I malviventi, per fortuna, non erano più nella villetta, ma dietro di sé avevano lasciato una devastazione. «Abbiamo chiamato i carabinieri – racconta I.B. – e nel frattempo abbiamo dato un’occhiata dentro: le inferriate del piano terra erano state tagliate, gli scuri scardinati e le finestre rotte. Ma il peggio era su: un mobile era stato messo contro la porta per impedirci di entrare, poi c’erano cassetti ribaltati, roba sparsa per terra e sui letti. Era tutto a soqquadro. Ci hanno rubato tutti i soldi che avevamo in casa, un collare d’oro che mia suocera aveva regalato a mia moglie prima di morire, le fedi nuziali e una sterlina d’oro con cui ero stato premiato per i 25 anni di lavoro nella mia azienda. Ma almeno abbiamo rovinato i loro piani. In camera ho trovato la scatola degli orologi aperta, ma ho controllato e non ne manca nessuno. Si vede che hanno sentito sbattere le portiere dell’auto e se la sono filata con quello che erano riusciti a prendere. E pensare che il vicino, sentendo dei rumori, si era affacciato per vedere cosa stesse succedendo; ma la nostra siepe è molto alta e ha nascosto i ladri alla sua vista».
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