Gazzetta di Reggio

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La provocazione dei vigili del fuoco: «A Natale regalateci cacciaviti»

di Elisa Pederzoli
La provocazione dei vigili del fuoco: «A Natale regalateci cacciaviti»

Pompieri in stato di agitazione per carenza di personale e attrezzature. E denunciano: «Il comandante mette a rischio i distaccamenti di Collagna e Villa Minozzo». Quest'anno niente festa della Befana

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REGGIO EMILIA. «I pacchi di Natale al comando? Piuttosto, portateci cacciaviti, trapani a batteria e strumenti di lavoro». I vigili del fuoco del comando provinciale protestano. E per farlo, hanno deciso di celebrare a modo loro il patrono - nei giorni scorsi si è celebrata Santa Barbara, ma in tanti hanno disertato la cerimonia per un picchetto silenzioso davanti alla caserma - e di rinunciare a uno degli eventi a cui i bambini, e l’intera comunità reggiana, sono più legati: la festa della Befana. Sotto accusa non solo le criticità a livello nazionale, ma anche una difficile convivenza con il comandante provinciale, Salvatore Demma.Il 3 dicembre scorso, il primo presidio davanti alla caserma di via della Canalina.

«In provincia, la carenza di personale si attesta intorno al 20% del personale operativo. Vuol dire che mancano 40 persone. E ben il 50% di quello amministrativo – spiega Mattia Scarpa, del Conapo – Questo vuol dire non avere personale sufficiente, vuol dire incidere sul soccorso ordinario. Comporta l’assenza di una seconda squadra sul territorio reggiano». Cosa succede quando la prima squadra è già fuori per un’emergenza a Reggio e se ne presenta un’altra? «Succede che intervengono i distaccamenti di Sant’Ilario, Guastalla e Castelnovo Monti, con i ritardi che ne conseguono. Anche di un quarto d’ora, venti minuti». Anche con i mezzi, le cose non vanno bene. «Hanno più di 20 anni, il più nuovo è una piattaforma che ci è stata donata da privati pochi anni fa. Anche questo la dice lunga. Lamentiamo una carenza di materiali - evidenzia Luca Incerti, della Cgil - Non abbiamo cacciaviti, punte da trapano, piccole attrezzature. Attualmente, abbiamo un’avaria a un’aps ma non abbiamo le risorse per rimetterla in partenza». Fin qui, le difficoltà strumentali. Poi, ci sono i difficili rapporti con il comandante provinciale. «Ha poco compreso le caratteristiche di questo territorio, che ha aperto i distaccamenti di volontari di Villa Minozzo e Collagna - prosegue Incerti – per radicare la presenza di volontari. Lui ha mostrato scarso interesse, forse così perderemo quei pochi volontari e rischiamo di perdere quei presidi, creando un problema di minore sicurezza in montagna».

Rincara la dose Massimo Sbrizzi, per l’Usb: «Il corpo nazionale, dal primo gennaio, è stato colpito da una drastica riduzione dei centri di spesa. Tutto è delegato a livello regionale. Non siamo più liberi di avere un budget per le spese, ma dobbiamo chiedere al direttore regionale che se non ne ha deve chiedere a Roma. Così siamo costretti a lavorare con mezzi ed equipaggiamenti di fortuna, oltre a un contratto che sono sei anni che non viene rinnovato e turni massacranti per carenza di organico». E conclude: «A questo si aggiunge un dirigente provinciale per il quale le relazioni sindacali non esistono. Ha variato gli orari di lavoro agli amministrativi senza un preavviso, cancellando di colpo una contrattazione fatta negli anni con un semplice odg».

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