Amici in lacrime e tanta commozione per Alessandra
Guastalla: ieri l’addio alla 33enne morta per un’embolia Ricordati il suo sorriso e il suo carattere gioviale
GUASTALLA. «Noi, in questa occasione, sperimentiamo due cose: il dolore e la speranza. Le affidiamo entrambe al Signore perché sia lui a dare consolazione e sia lui a rendere forte la nostra speranza». Così ha esordito ieri mattina don Giovanni Repetti, parroco di San Martino, nell’accogliere in chiesa il feretro, coperto di rose bianche, di Alessandra Ferrari, 33 anni.
La donna è deceduta il 30 novembre scorso all’ospedale “Carlo Poma” di Mantova, dove era ricoverata da diverso tempo, per le conseguenze di un’embolia polmonare.
In un clima surreale e di grande commozione, ieri mattina, nella chiesa parrocchiale gremita di gente, si sono svolti i funerali della giovane sposa dallo sguardo solare e dal dolce sorriso, che ha lasciato nella disperazione il marito Simone Andrao, 44 anni, operaio metalmeccanico, con il quale si era unita in matrimonio appena nove mesi fa e con il quale viveva nella casa di via Gramsci a Suzzara (Mantova).
In lacrime anche i genitori, mamma Nadia e papà Giulio, oltre al suocero Augusto.
Dopo la lettura di un brano tratto dal “Libro dell’Apocalisse” di San Giovanni Apostolo, don Gianni ha letto un passo dal Vangelo secondo Marco che narra la morte di Cristo sulla croce e la sua resurrezione. E nell’omelia ha detto: «La morte resta nella nostra esperienza umana il nervo scoperto della nostra esistenza. Quel nervo che più ci fa male e ci fa sentire il bruciore della sofferenza. E spesso, proprio perché è un nervo scoperto, non riusciamo a dare risposte profonde. Tutto ci sembra buio. Diventa difficile coglierne il senso e il significato. Io credo che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) siamo chiamati a chiederci se al di là di queste tenebre siamo in grado di vedere una luce. Se non vediamo delle luci, morire diventa inutile. Anche in questi giorni sappiamo che al di là della nebbia che bagna la nostra terra, c’è il sole e sappiamo che prima o poi il sole vince la nebbia. Vorrei, con quest’immagine, che riuscissimo a leggere il mistero della morte».
Tantissimi gli amici di Guastalla e di Suzzara che Alessandra si era conquistata nella sua breve vita, grazie al suo carattere gioviale e alla sua simpatia, che hanno partecipato alle esequie. Dopo la messa, la salma della giovane sposa, è stata inumata nel cimitero di San Martino di Guastalla. (m.p.)
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