Azzardo, il M5S contro gli "emendamenti-vergogna" alla Camera
Spadoni: si vorrebbe restituire ai Comuni una parte del prelievo erarariale derivante dalle slot in proporzione al numero dei punti di raccolta del gioco presenti sul territorio
RGEGIO EMILIA-ROMA. “La lobby dell’azzardo e i scudieri in Parlamento ci riprovano: dopo l’emendamento vergogna Santini (Pd), poi ritirato, con il quale al Senato si voleva limitare il potere di Regioni e Comuni nel contrastare l’azzardopatia, adesso tornano alla carica alla Camera con una proposta tanto furba quanto subdola. In sostanza, si vorrebbe destinare una parte del prelievo erarariale derivante da apparecchi slot e vlt retribuendola ai Comuni in misura proporzionale al numero dei punti di raccolta del gioco presenti nel proprio territorio": Lo affermano i deputati in commissione Affari Sociali Matteo Mantero e Massimo Baroni insieme alla parlamentare Maria Edera Spadoni.
"Quei soldi - si legge in una nota - andrebbero poi destinati dagli anti locali a prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti dalla sindrome del gioco d’azzardo patologico, ma in assenza di gravi e comprovate situazioni di rischio per la salute dei cittadini nel territorio, i Comuni possono destinare tali entrate a un’amplissima quantità di voci”. Lo affermano i deputati in commissione Affari Sociali Matteo Mantero e Massimo Baroni insieme alla parlamentare Maria Edera Spadoni.
LA MAPPA DELLE SLOT COMUNE PER COMUNE
“Questa misura è stata avanzata attraverso vari emendamenti, diversi tra loro sotto alcuni aspetti ma non nella sostanza, a firma Giorgetti e Massa (Pd), Pisicchio (Misto), Librandi (Scelta Civica) e Pisicchio (Misto). In pratica ai comuni andrebbero tanti più soldi quanti più sono i punti di raccolta del gioco presenti. Al contempo, chiunque conosca il fenomeno dell’azzardopatia sa benissimo che le i casi comprovati di cittadini affetti da azzardopatia, segnalati dalle aziende ospedaliere ai comuni di riferimento, sono estremanete più bassi rispetto al numero reale di cittadini affetti da questa malattia. Dunque, quei soldi molto probabilmente verrebbero poi utilizzati per altri scopi" spiega Spadoni.
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