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TOANO, LA RECITA NATALIZIA CONTESTATA

I parroci: «I valori dell’inclusione migliori dei toni aspri»

TOANO. «I locali della parrocchia ospitano da sempre la festa natalizia della scuola, la dicitura “non religiosa” non ci preoccupa». Anche la comunità parrocchiale di Toano entra nelle accesissime...

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TOANO. «I locali della parrocchia ospitano da sempre la festa natalizia della scuola, la dicitura “non religiosa” non ci preoccupa». Anche la comunità parrocchiale di Toano entra nelle accesissime discussioni nate nel paese appenninico attorno alla recita scolastica del 21 dicembre, figlie del clima nazionale che ha generato il caso della scuola di Rozzano. I tre religiosi di riferimento del territorio, il parroco don Graziano Gigli, il collaboratore parrocchiale don Stefano Borghi e don Giovanni Valentini del circolo Anspi Toano, intervengono per precisare che «i locali della parrocchia ospitano da sempre la festa natalizia della scuola». E che non ha creato loro problemi la definizione di “non religiosa”, comparsa nell’invito mandato dalle scuole alle famiglie. «La dicitura “non religiosa” nell’avviso scolastico non ha destato in noi preoccupazione, avendo conosciuto già dagli anni scorsi la serietà della rappresentazione teatrale e l’attenzione dell’Istituto comprensivo ai segni tradizionali (anche cristiani) del Natale», spiegano.

E, ribadiscono, «abbiamo compreso, dopo le opportune verifiche, il carattere descrittivo e non provocatorio della discussa dicitura». Una risposta alla Lega Nord, nella pratica, e a chi ha criticato la scelta della scuola. Il 21 dicembre si terrà la festa natalizia scolastica, unita a una recita che conclude un laboratorio teatrale sull’inclusione dei disabili. Un modo per mettere insieme due iniziative, secondo la dirigenza scolastica. Secondo alcuni abitanti, invece, è stata una “resa” al multiculturalismo, una scelta fatta per non ferire i non cristiani che avrebbe svilito le tradizioni italiane.

Dello stesso parere è la Lega Nord, che ha attaccato la scuola e l’amministrazione comunale e, per sostenere la propria posizione, ha mostrato il documento della scuola in cui la recita viene definita non religiosa. «Il senso cristiano del Natale ci pare meglio rappresentato dai valori dell’inclusione e della cura dei sentimenti (sottesi al progetto teatrale), che non dai toni aspri e infamanti con cui taluni hanno oltremodo difeso una certa interpretazione della “tradizione cristiana”», concludono infine i tre sacerdoti. (adr.ar.)

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