Mazza: «Al Ministero pensano già a Milano o a Firenze»
REGGIO EMILIA. Alla fine la fiducia che il sindaco Luca Vecchi sembra nutrire ancora circa la possibilità che il dibattimento del processo Aemilia possa tenersi a Reggio non trova grandi condivisioni...
REGGIO EMILIA. Alla fine la fiducia che il sindaco Luca Vecchi sembra nutrire ancora circa la possibilità che il dibattimento del processo Aemilia possa tenersi a Reggio non trova grandi condivisioni tra i reggiani arrivati in massa nella Capitale per perorare la causa del “giudice naturale”. Tra i più sfiduciati c’è il presidente dell’Ordine degli avvocati Franco Mazza. Come ammette lui stesso torna a casa «con le pive nel sacco». Intervistato dall’agenzia Dire, il presidente dell'ordine degli avvocati di Reggio, commenta:«Sono trasecolato: dopo tutti gli sforzi fatti, a Reggio come a Bologna, il ministero, che doveva far applicare le regole sul giudice naturale, ha opposto la richiesta di ulteriori garanzie, in particolare sulla sicurezza». Poi, a ulteriore riprova del suo scetticismo, aggiunge: «Anche se hanno detto che il processo si farà dove ci sono le maggiori garanzie penso che non fossero interessati fin dall'inizio, avendo due strutture come Firenze e Milano già pronte. Gli avvocati reggiani tuttavia ribadiscono che il processo deve essere fatto in Emilia perchè i guai li abbiamo fatti qui».
Dai toni forti alle sfumature, come quelle da cogliere nelle parole del consigliere regionale reggiano Andrea Rossi che, in veste di sottosegretario alla presidenza della Regione accompagnava Bonaccini in questa missione. «L’impegno della Regione, anche sul piano economico - ha detto uscendo dagli uffici di via Arenula - resta sul tavolo, così come la convinzione che il processo si celebri comunque in Emilia Romagna. Detto questo, occorre anche rendersi conto che non rientra esattamente nelle prerogative della politica decidere dove si fa un processo».
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