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Nuova vita ai Chiostri di San Pietro: ecco il progetto

Nuova vita ai Chiostri di San Pietro: ecco il progetto

Reggio Emilia, interventi di restauro e un nuovo edificio esterno con caffetteria, laboratori, bagni e sale riunioni

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REGGIO EMILIA. Nuova vita ai Chiostri di San Pietro. L’avvio del programma regionale di finanziamento Por-Fesr Emilia-Romagna 2014-2020 costituisce un’occasione imperdibile per Reggio Emilia. Partecipare al programma regionale, con un progetto specifico, e accedere al finanziamento significa infatti creare nei Chiostri di San Pietro un punto di riferimento attrattore di innovazione sociale e digitale, creatività e partecipazione con la creazione di un Laboratorio aperto, accanto al potenziamento della già consolidata vocazione di polo culturale-espositivo di rilevo internazionale (ad esempio, Fotografia Europea).

E significa, nello stesso tempo – sul piano del contenitore - proseguire nella riqualificazione e quindi nel Recupero architettonico e funzionale dell'antico complesso benedettino.Si può parlare dunque di un intervento 'integrato', sia per la valorizzazione del bene culturale, sia per la realizzazione del Laboratorio aperto, con l'obiettivo di restituire a pieno il grande complesso, in modo da riconsegnarlo alla città nella sua piena fruibilità (anche in inverno). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12560687:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/12/04/fotogalleria/ecco-come-cambieranno-volto-i-chiostri-di-san-pietro-a-reggio-emilia-1.12560687]]

Il direttore d'Area Magnani ha illustrato gli interventi di riqualificazione, il quadro dei finanziamenti e degli investimenti ed i tempi di realizzazione. Il contributo complessivo della Regione Emilia-Romagna è di tre milioni di euro, a cui si aggiunge il finanziamento comunale pari a 750.000 euro. Per le operazioni ' materiali' di riqualificazione e restauro l'investimento è previsto in due milione e 200mila euro; per la realizzazione del Laboratorio, circa un milione e 250mila euro. Sono previsti: nel 2016 l'ultimazione della progettazione e l'assegnazione dei lavori, intorno alla metà del 2017 la conclusione dei lavori e attivazione del Laboratorio.

Obiettivi e risorse

Le risorse Por Fesr destinate dalla Regione a Reggio Emilia ammontano a:

  • 401.371 euro per attività di promozione e sviluppo dell'attrattività del luogo;
  • 1.000.000 di euro per i Laboratori aperti;
  • 1.600.000 euro per la qualificazione dei contenitori/beni culturali (Chiostri);

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Il programma di finanziamento regionale Por Fesr 2014-2020, rivolto alle Autorità urbane (i Comuni) delle città emiliano-romagnole, si prefigge infatti un duplice scopo:

  • perseguire il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico di alto valore storico, artistico e testimoniale;
  • promuovere la collocazione all’interno del complesso architettonico riqualificato di processi di innovazione sociale ed economica.

L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha aderito dunque al programma come autorità urbana, delineando la propria specifica Strategia di sviluppo urbano, che contempla, all’interno della visione strategica complessiva di città, l’intervento di valorizzazione dell’ex complesso benedettino per l’insediamento del Laboratorio aperto di Reggio Emilia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12560658:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12560658:1649485836/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il progetto di valorizzazione.

L’intervento di recupero del complesso monumentale e degli edifici di servizio sarà articolato per stralci successivi, in funzione delle risorse a disposizione dell’Amministrazione. Qui si parla esclusivamente del primo stralcio funzionale, co-finanziato per l’80% delle risorse dalla Regione Emilia-Romagna. Lo stralcio Uno prevede il completamento del restauro del complesso monumentale al piano rialzato e in parte del piano seminterrato; la ristrutturazione di parte degli attuali edifici di servizio (piano terra e primo); la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica al posto dei corpi di servizio di minore valore; la riqualificazione dei cortili esterne. L’importo dei lavori per la valorizzazione del bene culturale ammonta appunto a 2.200.000 euro, co-finanziati per un massimo dell’80% dalla Regione; il rimanente 20% è finanziato dal Comune di Reggio Emilia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11737861:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/07/fotogalleria/la-magia-della-danza-ai-chiostri-1.11737861]]

Complesso monumentale

Il complesso monumentale è destinato a spazi per eventi culturali temporanei, mostre e spettacoli e a spazi polifunzionali. In particolare il piano rialzato ospita, oltre alla biglietteria, al bookshop, alla guardiania correlati alle attività temporanee, anche spazi che, ad eccezione che nei mesi di maggio e giugno, verranno utilizzati come laboratorio aperto (sala per almeno 50 posti e servizi adiacenti) anche in sinergia con l'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Al piano interrato, l’area interessata dall’intervento è destinata ad ospitare il blocco dei servizi igienici e degli spogliatoi (funzionali questi ultimi agli eventi temporanei). L’accesso avviene attraverso un nuovo ascensore e da un accesso a livello del cortile.

Edifici di servizio [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12560651:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12560651:1649485836/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il progetto riguarda anche la ristrutturazione dell’edificio di servizio a Est, la demolizione dei corpi di fabbrica e la costruzione di un nuovo edificio a Nord. Nell’edificio da ristrutturare, l’intervento prevede la revisione ai piani terra e primo del layout distributivo (suddivisione degli spazi) con la demolizione di pareti divisorie, il rifacimento delle finiture e degli impianti, il consolidamento statico di murature e coperture, secondo un approccio “di minima” che tende a valorizzare, seppure nella sua semplicità, il manufatto esistente senza apportarvi modifiche sostanziali, che ne snaturerebbero la configurazione. In tale fabbricato troveranno collocazione le attività del laboratorio aperto. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12560652:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12560652:1649485836/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A seguito della demolizione dei fabbricati a Nord, è prevista la realizzazione di un edificio ex novo che ospiterà il Laboratorio aperto e una caffetteria. Per garantire maggiore respiro all’intervento, rispetto all’area a parcheggio a Nord, adiacente e di proprietà di Ausl, è prevista la formalizzazione dell’accordo con la stessa Ausl per la concessione della relativa proprietà.

In coerenza con le prescrizioni delle linee guida della Regione, si prevede in dettaglio di collocare negli spazi degli edifici di servizio e del nuovo corpo di fabbrica:

  • uno spazio co-working e di lavoro collaborativo al piano terra del nuovo corpo di fabbrica;
  • uno spazio per momenti di aggregazione/assembleari (con capienza minima di 50 persone) al piano terra del nuovo corpo di fabbrica;
  • tre spazi LAbsSPACE (da dedicare alla sperimentazione di tecnologie e software, dotati di tavoli per il lavoro collaborativo e di strumentazione per la presentazione di informazioni) al piano terra del nuovo corpo di fabbrica;
  • caffetteria al piano terra del nuovo corpo di fabbrica;        
  • tre spazi per riunioni e meeting (con capienza minima 10 persone) al piano terra del fabbricato ristrutturato;
  • uffici, al piano primo del fabbricato ristrutturato;
  • locali tecnici e di servizio;
  • servizi igienici.

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Cortili: un nuovo giardino pubblico

Il progetto riguarda la revisione dei percorsi di accesso, anche in funzione dell’abbattimento delle barriere architettoniche, la pavimentazione, l’arredo urbano, l’allestimento e il progetto del verde degli spazi aperti.
Gli spazi esterni verranno concepiti come 'permeabili' alla città in ogni giorno della settimana, ed attrezzati a giardini aperti al pubblico passaggio in determinati orari, con distese all’aperto, sedute e vegetazione ombreggiante.
Le differenze di quota verranno trattate con minimi dislivelli (gradinate) e rampe (realizzate secco e reversibili); i materiali utilizzati per arredi e pavimentazioni saranno concepiti in modo tale da enfatizzare la dimensione dei chiostri come di un gradevole giardino urbano per la sosta e l’aggregazione, nel cuore della città. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12560653:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12560653:1649485836/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il laboratorio aperto

Il Laboratorio aperto, che troverà collocazione all’interno degli spazi ristrutturati dell’ex complesso benedettino, e in particolare negli edifici di servizio, è inteso come un insieme di spazi attrezzati con soluzioni tecnologiche avanzate in cui si sviluppano forme strutturate e innovative di confronto, cooperazione e collaborazione tra imprese, cittadini, terzo settore, Università, mondo della ricerca, Pubblica amministrazione e in generale tra tutti gli attori che hanno un ruolo significativo nella trasformazione della società dell’informazione in ambito urbano.
In linea di massima, il progetto del Laboratorio di Reggio Emilia gravita attorno a tre assi principali:

  • innovazione sociale;
  • creatività;
  • partecipazione.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12560691:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12560691:1649485836/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] L'intenzione è di costruire un nuovo modello integrato di governance: 'dall’alto' - attraverso la co-progettazione con stakeholders istituzionali - per sviluppare strategie e azioni sul territorio, capaci di intercettare le nuove tendenze in ambito di innovazione sociale, sharing economy, cultura collettiva e tradurle in possibili iniziative imprenditoriali; 'dal basso', con la comunità nel suo complesso, in modo da costruire con la città singole proposte progettuali, funzionali a soddisfare bisogni ed esigenze collettivi, in una logica di partecipazione e di responsabilizzazione condivisa dei cittadini.

Il tema chiave del Laboratorio aperto di Reggio Emilia sarà l’innovazione sociale intesa, in maniera estesa, per la costruzione di processi innovativi, nuove forme organizzative e imprenditoriali e reti relazionali in grado di rispondere con prodotti e nuovi servizi a forte connotazione tecnologica ai bisogni sociali insoddisfatti o alle opportunità del nostro territorio.

Il Laboratorio sarà comunque permeabile a tutte le traiettorie di sviluppo che avranno come baricentro la crescita socio-ecomomica e culturale della persona e della comunità agendo con logiche di innovazione aperta e di partecipazione attiva: in questo modo si intende prefigurare il tematismo del laboratorio come un solido driver per lo sviluppo della città nel medio–lungo termine, garantendone la sostenibilità economico-finanziaria nel tempo e la capacità di auto-alimentarsi autonomamente anche una volta conclusa l’erogazione dei fondi regionali.

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