«Severi non può rimangiarsi il patto»
Correggio, i lavoratori della Corghi: il numero uno di Unindustria ha firmato l’accordo che prevede ammortizzatori sociali
CORREGGIO. Se il numero 1 Corghi, Mauro Severi, che è anche presidente di Unindustria, disattendesse il patto firmato dall’associazione che rappresenta poco tempo fa, senza concedere ammortizzatori sociali ai suoi dipendenti, sarebbe una grave contraddizione. Lo pensano i dipendenti della Corghi, protagonisti di una pesantissima stagione di scioperi, dopo la comunicazione, una settimana fa, da parte della proprietà, dell’avvio della mobilità unilaterale per 54 lavoratori (48 operai e 6 impiegati). Nel rapporto lavoratori-proprietà si è creata una frattura enorme, alla quale si può mettere una toppa con i contratti di solidarietà.
«Lavoro qui dal dicembre 1987 e, dopo essermi occupato di diverse mansioni, sono in magazzino – spiega Enrico Morellini –. Dalla proprietà non mi sarei mai aspettato una decisione del genere».
Dello stesso avviso Manuela Ermandi, rsu Fiom Cgil. «Sono qui da 14 anni. Le cose sono cambiate dopo la morte di Remo Corghi. Oggi (ieri per chi legge, ndr) come Fim e Fiom spediremo la lettera per richiedere la trattativa. La situazione è pesante come mai prima».
Chiede uno scatto d’orgoglio «in nome di quello che la Corghi rappresenta per il territorio» anche Pasquale Parziale, «perché ci sono contratti che ci consentono ancora uno spazio di discussione. Sono in Corghi da 28 anni e ricordo che nel 1978 abbiamo ricevuto addirittura la quattordicesima: un’eccezione nel settore metalmeccanico. Bisogna ritrovare questa fierezza».
Idem Fabrizio Bononi: «Il rapporto tra famiglia e operai si è rotto in modo irreparabile». Davide Mariotti di Cgil Fiom aggiunge poi che si è entrati nella fase sindacale di esame congiunto che «potrebbe durare 45 giorni. Poi, se non si raggiunge un accordo, la Regione ha 30 giorni di tempo per “curare” la controversia. Confindustria, il cui numero 1, Severi, è anche a capo di Corghi, ha firmato un patto per il lavoro che prevede gli ammortizzatori sociali…».
Giorgio Uriti di Fim Cisl loda gli operai perché stanno tenendo duro nel fare valere i propri diritti negli scioperi che si susseguono. «Inoltre, chiediamo il contratto di solidarietà, perché possano continuare a lavorare tutti. Dopo la presa di posizione di lavoratori, sindacati e del sindaco Ilenia Malavasi, spero che l’azienda ci ripensi e modifichi drasticamente il suo punto di vista».
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