Guastalla si ferma per l’addio a Fabio
Chiesa dei Servi gremita per i funerali dell’educatore di 53 anni, anima dell’oratorio Don Bosco, stroncato da un infarto
GUASTALLA. «Noi siamo tutti legati con un filo a mio papà che non si spezzerà mai. Dobbiamo usare il dolore come energia per andare avanti. Lui voleva questo. E vorrà sempre questo. Ciao papà e arrivederci nella vita eterna. Non mi abbandonerai mai, non abbandonerai mai nessuno della famiglia e sarai il nostro angelo custode dappertutto. Veglierai su tutti. Spero di avervi lasciato un bel messaggio». Così, con la voce rotta dal pianto, si è espresso Fabrizio, il figlio più grande di Fabio Pasini, stroncato da un infarto a soli 53 anni. Parole accolte da un grandissimo applauso.
Un’immensa folla ha dato, ieri mattina, nella chiesa dei Servi, l’estremo saluto all’anima e tuttofare dell’oratorio Don Bosco di Guastalla. «Non ho mai visto questa chiesa così piena – ha detto il parroco e vicario generale don Alberto Nicelli, che a stento è riuscito a trattenere le lacrime – Dobbiamo essere orgogliosi di avere avuto tra noi una persona come Fabio».
Tra la nebbia umida di una giornata già triste, giovani e adulti di tutte le etnie ed età si sono assiepate davanti all’oratorio dov’era stata allestita la camera ardente. La bara, coperta di rose bianche, è stata portata dagli addetti delle onoranze funebri in chiesa mentre, alla spicciolata, continuavano ad arrivare in sagrestia i sacerdoti da tutte le parrocchie della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Ai piedi della bara è stata sistemata l’immagine di San Giovanni Bosco mentre sopra è stato posato uno stendardo del Cres, che proprio Fabio ha voluto e realizzato. Nei primi posti, davanti alla bara, erano seduti la moglie Enza con i suoi quattro figli, Fabrizio, Edorado, Pietro e Giovanni oltre ai genitori di Fabio: papà Fabrizio, curvo nel suo infinito dolore e la mamma Alice. Nei pressi della navata centrale erano invece seduti i ragazzi dell’Us Saturno, pallacanestro Guastalla in tuta bianca. Presente anche il sindaco Camilla Verona.
Tantissimi anche i giovani e i bambini delle varie scuole che hanno conosciuto Fabio in oratorio. Tra prologhi, messa e commoventi messaggi d’affetto dedicati a Fabio e alla sua famiglia, la cerimonia funebre è durata quasi due ore.
Dopo la lettura di un brano tratto dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, a don Edoardo Ruina il compito di leggere il passo del Vangelo secondo Luca con relativa omelia: «Penso che tutti quanti qua dentro ci chiediamo perché il Signore abbia permesso che Fabio ci venisse a mancare. E’ una morte che lascia un vuoto in famiglia, tra gli amici, nella comunità cristiana e di Guastalla. Attraverso la sua esistenza possiamo cogliere alcuni segni: la sua generosità e la sua dedizione; la sua passione educativa; la sua fede profonda». Poi le preghiere dei fedeli tra le lacrime: «Signore fai sentire il tuo abbraccio paterno e consolatore a Enza e ai suoi quattro ragazzi e ai sui genitori»; il saluto dei catechisti, degli educatori dell’oratorio, dei bambini: «Grazie Signore per averci donato Fabio. Aiutaci a portare avanti questa missione certi che Fabio cammini insieme a noi».
Don Alberto Nicelli, ha letto un messaggio del vescovo Massimo Camisasca. Poi il messaggio dei ragazzi della Saturno, degli Eagles basket e Riva del Po.
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