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Vertenza Coopsette i soci lavoratori creano un comitato

Vertenza Coopsette i soci lavoratori creano un comitato

Ieri la riunione con la nomina dei rappresentanti Al via gli incontri con le istituzioni per recuperare i crediti

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REGGIO EMILIA. Su 509 lavoratori sono centinaia i soci di Coopsette, che a poco più di un mese dalla messa in liquidazione hanno formato un comitato che, a breve, incontrerà le istituzioni per chiedere il recupero dei crediti di lavoro e i contributi, incagliati dopo il crac della coop di costruzioni di Castelnovo Sotto.

«Riteniamo di poter dire qualcosa di utile, interessante e progettuale» scrivono i soci dopo la riunione del comitato avvenuta ieri pomeriggio al centro Kaleidos di Poviglio. «Sia per noi stessi che per il territorio in cui viviamo, in cui lavoriamo, un territorio, quello della Provincia di Reggio Emilia, profondamente colpito dalla crisi dell’edilizia e del suo indotto».

Ieri, quindi, c’è stata la prima assemblea generale degli aderenti al comitato soci lavoratori di Coopsette. Dopo tre settimane dalla costituzione del comitato, molti sono i processi che si sono attivati, come l’ottenimento dello strumento della cassa integrazione straordinaria per i 509 lavoratori di Coopsette. Il comitato, che si identifica attraverso i suoi sottoscrittori, ad oggi quasi la totalità dei soci, ha nominato un nucleo di rappresentanti che seguiranno i tavoli di confronto e progettualità sui temi del lavoro, della tutela dei crediti e del risparmio, con la volontà di essere considerati soggetto attivo e riconosciuto dai molti interlocutori istituzionali, realtà associative e del territorio, che si interfacceranno con i soci lavoratori di Coopsette in questo difficile percorso. E’ stato redatto un documento programmatico, validato dalla assemblea, che riassume le linee guida che il comitato intende perseguire, documento già inviato agli interlocutori coinvolti e che si confida lavoreranno per dare corso progettuale, e non solo liquidatorio, alla grave crisi aziendale di Coopsette. I destinatari sono il commissario liquidatore, i vertici delle amministrazioni locali, la Lega delle Cooperative, i sindacati e i sindaci del territorio per mirare, scrivono, «ad una dignitosa prosecuzione della vita nostra e dei nostri familiari». «Dialogare, confrontarsi, progettare è un’attività che non deve restare relegata nelle pareti degli uffici istituzionali - aggiungono nella nota - perché chi cade per primo non è detto che sia un perdente, chiediamo a tutti i soggetti ai quali ci rivolgeremo per affrontare e uscire da una pesante ed indiscutibile crisi imprenditoriale».

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