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Dibattimento ad alta tecnologia

di Tiziano Soresina
Dibattimento ad alta tecnologia

Il Ministero assicura il “format” informatico di Mafia capitale. Tensostruttura: la decisione è vicina

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REGGIO EMILIA. La tensostruttura da allestire nel cortile del tribunale rimane – visti i tempi stretti – l’unico progetto realizzabile per mantenere a Reggio la seconda fase del maxi processo “Aemilia” ed è su questo presupposto che ieri mattina per un’ora e mezza ha svolto il suo sopralluogo il magistrato Pasquale Riccardo in qualità di direttore generale dei servizi informatici automatizzati del Ministero della Giustizia.

Si è trattato di un confronto con il presidente del tribunale Francesco Caruso per capire le esigenze di un processo così complesso (si prevedono sui 150 imputati, a cui vanno aggiunti i relativi addetti ai lavori, il che significa sulle 400 persone che ruoteranno attorno ad udienze spalmate su circa due anni) e il “format” a livello informatico garantito dal Ministero sarà quello del processo “Mafia capitale” in corso a Roma. In sostanza tecnologie d’avanguardia: tutto il processo sarà digitalizzato (magistrati e avvocati con il pc sistemato in ogni postazione potranno esaminare in aula gli atti), verranno posizionati diversi video (per proiettare foto e filmati, ma anche per seguire meglio l’udienza da parte di chi si trova in fondo all’aula), sarà presente il sistema di videoconferenza. Tecnologie già in parte presenti all’udienza preliminare che si sta tenendo a Bologna e che verranno trasferite alla chiusura del primo atto di “Aemilia”, mentre l’ulteriore attrezzatura sarà messa a disposizione dal Ministero. Il personale informatico ministeriale ora impegnato nell’aula-bunker di Bologna, sarà poi dirottato al dibattimento. Per avere i soldi necessari per predisporre questo servizio informatico, il Ministero entro l’anno inserirà le risorse ad hoc nell’impegno di spesa. Ovviamente questo “format” informatico verrebbe applicato anche nel caso il dibattimento finisca nell’aula-bunker di Firenze o Milano.

Sul progetto-tensostruttura agli inizi della settimana ha già fatto una valutazione il tecnico ministeriale specializzato in allestimenti di aule speciali (l’architetto Alessandro Scarcella) che dovrebbe tornare a Reggio per un ulteriore sopralluogo. La Regione è disposta a finanziare la tensostruttura con 350mila euro (ma anche qualcosa in più) ed anche Legacoop si è detta disponibile a metterci dei soldi. Al di là dell’impianto, ci saranno da affrontare spese aggiuntive per vigilanza, servizi di pulizia e facchinaggio, utenze. Inoltre rimangono delle perlessità sul versante-sicurezza. Comunque sia, il progetto-tensostruttura sarà presto sul tavolo della Regione e della Corte d’appello, poi il nuovo “passaggio” al Ministero. E’ una corsa contro il tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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