Gazzetta di Reggio

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In stazione il Natale diventa multietnico

di Evaristo Sparvieri
In stazione il Natale diventa multietnico

Anche i musulmani al primo giorno di eventi nella zona: «Festeggiare? Da parte nostra non c’è nessun problema»

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REGGIO EMILIA. Quando in piazzale Marconi le luci dell’albero di Natale si accendono, anche una decina di donne musulmane si lascia andare ad un applauso. Non è un vero albero. Piuttosto è un palo addobbato con strisce di luci. Ma l’effetto luminoso restituisce all’intera stazione una festa dal sapore multietnico.

«Natale? Per noi non è un problema», dicono le musulmane mentre tengono per mano i loro bambini, mischiate tra gli esponenti del comitato che solo qualche giorno prima aveva mugugnato nei confronti dell’amministrazione e del piano freddo in stazione. Vorrebbero che i senza tetto trovassero accoglienza nella vecchia sala di aspetto. Saranno invece nell’atrio principale come stabilito dal Comune, incrinando quel rapporto di collaborazione che non ha mancato in passato di mostrare momenti di tensione.

I nodi sono ancora tutti lì. Ma in occasione dell’inaugurazione di “Natale in Stazione”, ieri alle 17 in piazzale Marconi, scatta una sorta di tregua. «Oggi è un giorno di festa, oggi è un giorno di festa. Ne riparliamo da domani», ribatte l’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti, davanti alla richiesta di un esponente del comitato di mostrarle quelle che definisce «due piccole cavolate».

Perché in stazione il problema sembra proprio questo: dettagli su dettagli che sommati diventano degrado, attenuati solo momentaneamente dalla musica del Marching Pmi Brass Band, il duo che accompagna l’accensione dell’albero di fronte ad una sessantina di persone. Poche le defezioni in segno di protesta. È questo il primo evento della giornata, alla quale partecipa anche il sindaco, Luca Vecchi, cui fa seguito l’inaugurazione dell’attesa “CasaComune” in viale IV Novembre: il presidio promesso dopo la maxi rissa di settembre, ancora fresca nella memoria dei residenti, dove l’assessore Maramotti si recherà ogni settimana in un giorno ancora da definire. Un piccolo ingresso e uno spazio interrato di qualche gradino, arredato con installazioni del Circolo degli artisti, trasformando due garage inutilizzati in quello che nelle speranze di tutti diventerà un centro di aggregazione dell’intero quartiere.

«Questo luogo della città è frutto della collaborazione e della sollecitazione del quartiere», commenta il sindaco, Luca Vecchi, durante il suo discorso di ringraziamento. Un ringraziamento al comitato, senza il quale - ammette il sindaco - «non si sarebbero messi in campo tutti questi interventi nel modo in cui sono stati messi in campo». Li elenca. A cominciare dalle nuove rastrelliere per finire con le asfaltature, previste in estate. Anche quando la parola passa all’assessore Maramotti, le parole d’elogio sono tutte per il comitato, che esprime a sua volta soddisfazione. Ricordano il ruolo della Questura e l’ostacolo di una burocrazia che rallenta ogni ipotesi di cambiamento. Come per il murales di via Eritrea, ancora da venire.

Dopo il taglio del nastro del presidio, un’altra inaugurazione. È per il temporary store Book&Beershop, gestito dalla casa editrice Il Novello, che durante le feste si animerà con eventi e presentazioni. Un accogliente luogo di ritrovo, gestito da giovanissimi, voluto anche in questo caso dal comitato, che ora mette nel mirino il rivenditore automatico H24 posto proprio di fianco allo spazio temporaneo, che secondo alcuni residenti rappresenta un punto di bivacco.

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