Nuova centrale elettrica sul torrente Rossendola
Ligonchio, la proposta della società Pei alla valutazione di impatto ambientale I Comuni dell’Appennino puntano sempre più sulle energie pulite e rinnovabili
L’Appennino punta con forza sulla propria qualità ambientale per il futuro, e in particolare sulla produzione di energie pulite. A quasi 100 anni dalla realizzazione della Centrale idroelettrica che ancora oggi fa bella mostra di sé nel centro del Paese, a Ligonchio il binomio tra acqua ed energia è ancora fortissimo e non smette di produrre innovazioni.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato il procedimento di valutazione di impatto ambientale per il progetto di una nuova centralina idroelettrica che la società privata PEI intende realizzare a Caprile, lungo il torrente Rossendola. La Pei è una realtà già oggi attiva nella produzione idroelettrica di Ligonchio: accanto alle centrali Enel che producono circa 50 milioni di kilowatt, la centrale già attiva della Pei ne produce circa 7 milioni, ed ora punta ad incrementare con questa nuova realizzazione, che sfrutterebbe una briglia già esistente in località Caprile sul Rossendola.
Un impianto cosiddetto mini-idrico, cioè non dalla grande capacità produttiva, ma che sarebbe anche a basso impatto ambientale. Una realizzazione che negli ultimi anni ha visto altre opere simili in diverse zone dell’Appennino, tra Ligonchio e Villa Minozzo ad esempio, e che comunque sostiene la produzione di energia pulita in grado di fornire elettricità per decine di famiglie.
Frattanto, nella settimana di avvio di Cop21, la Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite a Parigi, 8 Comuni dell’Appennino Reggiano completano i propri Piani di Azione per l’Energia Sostenibile. Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Vetto, Baiso, Canossa e Viano: questi Comuni hanno aderito al Patto dei Sindaci, un’iniziativa europea che, attraverso un percorso fatto di analisi dei dati, azioni concrete e buone pratiche, impegna le amministrazioni a ridurre la CO2 emessa del 20% entro il 2020. L’ex Comunità Montana - ora Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano - ha ottenuto un finanziamento regionale (richiesto quando ancora del novero di comuni facevano parte anche Canossa, Baiso e Viano che ora non rientrano più nell’Unione) e coordinato i lavori per dotare i Comuni che lo hanno chiesto di questo Piano, al fine di indirizzare il territorio dell’Unione verso uno sviluppo sostenibile, perseguendo gli obiettivi di risparmio energetico, utilizzo delle fonti rinnovabili e riduzione di CO2.
I documenti sono stati redatti su incarico dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena, che li presenterà a Bruxelles non appena saranno approvati dai consigli comunali (entro fine anno).
«Essere dotati di PAES – afferma il sindaco di Casina e delegato per l’Unione alle tematiche ambientali, Gianfranco Rinaldi – oltre a rendere più consapevoli le amministrazioni dei proprio consumi e pianificare gli interventi di sostenibilità energetica, monitorandone gli impatti, potrà dare maggiori possibilità per accedere a finanziamenti europei per risparmio energetico e riduzione di CO2».
I Piani contengono azioni suddivise in settori che riguardano la riqualificazione energetica degli edifici, la pianificazione territoriale, gli edifici pubblici, i trasporti e l’illuminazione pubblica, l’adattamento climatico. Alcune di queste sono già state avviate negli anni scorsi. Azioni future invece riguardano il miglioramento dell’efficienza energetica di scuole ed edifici pubblici, l’aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. (l.t.)
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