Reggiano convertito indagato per terrorismo
Elisa Pederzoli
Sulla pagina Facebook di Luca Aleotti, 31 anni, messaggi estremi e la bandiera di una costola di Al Qaeda in Siria
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REGGIO EMILIA. La sua foto profilo di Facebook è nera con una scritta: “Musulmani d’Italia”. E lui - Luca Aleotti, 31enne, reggiano - da tempo è convertito all’Islam. Ora, però, è indagato e l’accusa è pesantissima: terrorismo. E’ stata proprio la sua pagina nel più noto dei social network, e quello che scriveva, ad aver attirato da tempo le attenzioni degli investigatori: come quando ha postato una bandiera di Al Nusra, costola di Al Qaeda in Siria.
LE INDAGINI. La Digos, nei mesi scorsi, ha effettuato nella sua abitazione una perquisizione, sequestrando tra le altre cose il suo telefonino. E ora, del caso si sta occupando la procura di Bologna, competente per materia.
Il nome di Luca Aleotti, per la cronaca reggiana, non è nuovo. Nell’estate del 2014, mentre si trovava ai domiciliari, era finito nei guai per essere evaso da casa: gli agenti delle Volanti lo avevano trovato nel canale che costeggia via Del Chionso che annaspava, dopo un furioso litigio con alcuni familiari.
Della sua conversione all’Islam e dell’inchiesta per terrorismo che lo vede coinvolto, ne ha parlato la prima volta la scorsa estate una pubblicazione de “Il Giornale” dal titolo “Isis segreto. Gli occhi della guerra” di Andrea Indini e Matteo Carnieletto. Ieri, un articolo sullo stesso quotidiano a firma di Fausto Biloslavo, parlava ancora di lui.
LA PAGINA FACEBOOK. Quello che è emerso, intanto, è che l’uomo è da tempo all’attenzione degli uomini della Digos della questura di Reggio Emilia. Così, come viene costantemente monitorata la sua attività sui social network. Che, in attesa di capire quale sarà l’epilogo dell’inchiesta che lo riguarda, va avanti. Tutt’ora infatti l’uomo (che si fa chiamare Saif-Allah, spada di Dio) continua a postare messaggi tutt’altro che moderati. Come quando si dice favorevole alla Shariah, condividendo un contenuto in cui si parla dell’«obbligo di sostituire il governante musulmano ribelle con qualcuno che governi con la Shariah». Sono tanti i contenuti - traduzioni accurate di alcuni versetti del Corano - che Aleotti condivide sulla sua pagine. Il 3 dicembre scrive: «E quanto a coloro che si fanno chiamare musulmani, e si prendono come loro alleati i miscredenti, suscitando, la vergogna dei veri Musulmani, il Corano è chiaro in merito a ciò: cadranno loro stessi nella miscredenza e saranno tra i perdenti. Gli stessi che condivideranno gli “idoli” con addobbi natalizi, presepi e giuramenti vari su leggi inventate dal vicario in terra in nome di un'integrazione, che va contro tutti i precetti dell'Islam». Aleotti parla di infedeli. E il 30 novembre scrive: «I veri musulmani non vanno in tv a ridicolizzare la nostra fede. Non esiste nessun Islam laico o moderato, esiste solo la sottomissione ad Allah». I commenti sono tanti, di chi la pensa come lui.
IL DIFENSORE. «Completa estraneità a quanto gli viene contestato». E’ il difensore di Luca Aleotti, l’avvocato Nicola Gualdi, a commentare l’inchiesta che riguarda il 31enne reggiano indagato per terrorismo. «E’ vero, c’è un’inchiesta, c’è stata una perquisizione, ma non mi risulta che ci siano stati trovati elementi a suo carico. Confidiamo che tutto venga archiviato al più presto» spiega.
L’avvocato Gualdi aveva rappresentato Luca Aleotti anche quando, lo scorso anno, il 31enne era finito in arresto con l’accusa di evasione, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e danneggiamento. Era il luglio del 2014 e l’uomo venne recuperato dagli agenti della polizia dal canale che costeggia via del Chionso, non lontano dall’abitazione di famiglia. Quando l’avevano tirato fuori aveva però cominciato a inveire contro i poliziotti. Una reazione violenta che era valsa un nuovo arresto per il giovane, anche per danneggiamento perchè aveva infranto uno specchietto di una pattugli con un pugno, ferendosi, e aveva danneggiato un cartello stradale e una panchina che si trovava nei pressi. All’origine di quell’episodio, risulta ci fosse stata un violento litigio con il fratello mentre Aleotti si trovava a casa della madre poichè ristretto ai domiciliari.
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