Gazzetta di Reggio

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«L’albero di Natale di piazza Prampolini? Era destinato alla segheria»

di Evaristo Sparvieri
«L’albero di Natale di piazza Prampolini? Era destinato alla segheria»

Maramotti sulle critiche per l’abete rosso, tagliato in Trentino e sbarcato in città: «Non lo abbiamo ucciso noi, era già legna»

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REGGIO EMILIA. «Non abbiamo ucciso nessun albero. Doveva essere già tagliato e sarebbe stato destinato subito ad una segheria. Ora invece sarà un po’ qui a Reggio, nella nostra piazza: farà ancora un po’ il suo dovere di albero e poi, dopo il Natale, tornerà a fare il suo mestiere di legna».

A molti non è passato inosservato. Ma a chi solleva critiche, l’assessore al Centro storico, Natalia Maramotti, risponde punto su punto. In molti infatti hanno notato che l’imponente abete rosso sbarcato sabato in piazza Prampolini – e che addobbato a festa da domani alle 16.30 diventerà il cuore del Natale reggiano – è un albero “tranciato” di netto, “modellato” a colpi di accetta alla sua base per farlo entrare nella struttura metallica che lo terrà in piedi per tutto il periodo delle feste.

Un modo considerato da molti inconsueto per allestire un albero di Natale, che generalmente invece viene “trapiantato” nelle piazze con tutte le radici, in modo da poter essere ripiantato una volta finite le feste.

L’albero, un abete di tredici metri, proviene dal Trentino. Da Madonna di Campiglio, per l’esattezza. Ed è arrivato a Reggio dopo un lungo viaggio in autostrada, organizzato da Kaiti Expansion, incaricata dal Comune di allestire il calendario degli eventi natalizi. Compreso l’allestimento dell’albero di Natale.

«Non abbiamo alterato il ciclo naturale della pianta – assicura Maramotti – l’albero era già destinato ad una segheria. È stato tagliato dagli alpini nell’ambito di un programma di manutenzione dei boschi. Vorrei tranquillizzare tutti i cittadini: non abbiamo ucciso nessun albero». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12567322:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/12/05/fotogalleria/reggio-emilia-l-albero-di-natale-tagliato-sulle-alpi-e-spedito-a-piazza-prampolini-1.12567322]]

Ciò che ha colpito di più i passanti, tuttavia, è stato il fatto che la base dell’albero sia stata “modellata” per farla entrare nella struttura metallica, destinata ad ospitare la pianta durante le feste. Nessun vaso, a differenza del passato. «Una misura di sicurezza», spiega ancora Maramotti, preferita quest’anno al classico vaso, che restituiva all’albero di Natale l’impressione che fosse ancora vivo. Ma anche l’anno scorso, in realtà, era solo un’impressione. «Il vaso era solo un modo diverso di posizionarlo – chiarisce l’assessore – per fissare l’albero ci vuole il massimo scrupolo, dal momento che deve resistere al vento e alla neve».

Ma non era meglio trovare un albero da ripiantare dopo le feste? «Se un albero di tredici metri e di quelle dimensioni venisse sradicato e posizionato su un vaso per poi ripiantarlo, quello sì che sarebbe un vero delitto – conclude l’assessore – L’albero non proviene dall’estero, ma dall’Italia, e qui da noi c’è una sensibilità diffusa che manca in altri Paesi. Non abbiamo contribuito a nessuna attività impropria di abbattimento».

Nessun cambiamento rispetto all’anno scorso, quindi. Anzi, una differenza c’è. Quale? «Sarà un albero pieno di luci. L’anno scorso era addobbato con fili verticali, quest’anno invece sarà riempito anche all’interno, con un addobbo diverso rispetto a quello perimetrato, che dava l’impressione di un razzo. Questa volta torneremo alle luci disposte in modo circolare».

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